Instagram al lavoro sulla versione per gli under 13. O forse no.

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Foto da Canva.com

Se ne parla da tempo: Instagram starebbe lavorando su una versione della propria piattaforma per gli under-13. Lo aveva pubblicato Buzzfeed lo scorso 18 marzo, indicando come fonte una nota interna ad Instagram ottenuto dalla redazione. Secondo la nota, i bambini e i giovanissimi sarebbero diventati “prioritari” per gli sviluppatori coordinati da Vishal Shah. L’obiettivo sarebbe quello di creare un ambiente in cui un pubblico di minori di 13 anni possa condividere contenuti e fruirne in modo assolutamente sicuro e protetto, privo di atti di bullismo, abusi e tentativi di “predazione”, comportamenti già ampiamente segnalati e denunciati sulla piattaforma.

L’annuncio di un social per gli under-13 ha provocato la reazione assai accesa da parte di quasi 100 associazioni di consumatori e di tutela dell’infanzia di tutto il mondo. Che, come riporta AGI, hanno rivolto un appello a Mark Zuckerberg affinché abbandoni l’idea di sviluppare una versione di Instagram dedicata ai pre-adolescenti. Fra le ragioni, il fatto che Instagram sarebbe diseducativo per l’eccessiva attenzione all’aspetto esteriore e la spasmodica ricerca di approvazione, con un conseguente impatto imprevedibile sul benessere psicofisico dei bambini, e rappresenterebbe comunque un problema per la privacy.

Il problema andrebbe probabilmente ricercato a monte. Nel permettere cioé a pre-adolescenti di avere strumenti atti a navigare in rete, con la possibilità di scaricare app come Instagram, TikTok, Snapchat, YouTube e affini.

È dato certo però che Instagram (come d’altra parte TikTok) sia comunque largamente frequentato da utenti che ancora non hanno l’età minima legale per iscriversi, ma che mentono all’atto della registrazione del profilo.

E quindi, se i genitori non riescono (o non vogliono) impedire ai propri figli di usare i social anche contro le regole dei social stessi , ecco che Facebook (proprietaria di Instagram) cerca la soluzione forse più semplice – e profittevole: aprire piattaforme dedicate agli under 13. Le modalità con cui assicurare un ambiente pulito e protetto per i bambini, tuttavia, ancora non sono chiare, al di là della possibilità dei genitori di avere una qualche forma di controllo sui profili dei figli. Da tempo Facebook sta comunque lavorando a tecnologie che non solo permettano di accertare l’identità di quanti creano profili sulle piattaforme proprietarie, ma che inoltre, impediscano a soggetti già noti per comportamenti inopportuni di contattare e interagire con gli utenti più giovani.