Ipercessioni – La rassegna del 4 maggio

0
91

Verizon cede Yahoo al fondo Apollo e ora lancia la scommessa su Tlc e 5G (Stampa p.20, Messagero p.15, MF p.16). Operazione da 5 miliardi, passa di mano anche Aol. C’erano una volta Yahoo e Aol, pionieristiche icone dell’Internet commerciale, simbolo della corsa alla conquista dell’eldorado del “world wide web”, sconfinata prateria di opportunità concepita dalla Silicon Valley. Sembra un secolo fa, ma ne è passato solo un quarto da quella metà degli anni ’90 che segnò l’inizio della cavalcata delle dot.com stroncata dalla bolla dell’inizio del nuovo secolo. Oggi di quel glorioso esempio di start-up rimane solo il ricordo con Yahoo e Aol scaricate per “impossibilità di rilancio”. Neanche il colosso delle telecomunicazioni Verizon è riuscito nell’impresa, al punto da cedere gli asset della divisione media (tra cui i due portali) al private equity Apollo Global Management per 5 miliardi di dollari. Una scelta strategica: la società preferisce concentrarsi sulle sue attività tlc e sullo sviluppo del 5G abbandonando le aspirazioni nel settore media per le quali acquistò nel 2015 Aol per 4,4 miliardi e nel 2017 Yahoo per 4,48 miliardi. Le due società confluirono sotto l’ombrello Oath, che nel 2018 venne svalutata per riflettere “un aumento della concorrenza e delle pressioni del mercato”. Del resto, le due società sono state da tempo oscurate dalle nuove icone come Google e Facebook, mostrando difficoltà ad innovarsi, tanto che per rilevare Yahoo e Aol e dei marchi controllati – TechCrunch, Yahoo Finance ed Engadget – Apollo paga “solo” 4,25 miliardi di dollari in contanti a Verizon lasciandogli il 10% della nuova società che si chiamerà Yahoo. Il private equity è sicuro di rilanciare i singoli marchi a modo suo puntando su marchi icona e leader che hanno solo bisogno di attenzione. Come? Yahoo è una piattaforma popolare per le scommesse sportive ma non ha una licenza, Apollo ne ha invece in oltre 200 giurisdizioni. Oltre a catalizzare pubblicità digitale, soprattutto alla luce della pandemia che ha spostato online l’interesse di consumatori e aziende.