#Italialive. Le associazioni di eventi e congressi scrivono a Draghi e chiedono rispetto

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Una sala convegni vuota - Foto di Shameer Pk da Pixabay

“Non sussidi ma ristori e norme che permettano di dare continuità alle imprese”. È la richiesta che l’industria degli eventi lancia al nuovo governo guidato da Mario Draghi. Congressi, convegni eventi aziendali e privati sono uno dei settori che ha pagato il dazio maggiore alla pandemia, un comparto fermo praticamente senza soluzione di continuità da inizio pandemia, ormai un anno fa. Per questo le associazioni che rappresentano le imprese e i professionisti del settore, riunite sotto la sigla #Italialive hanno inviato una lettera aperta al neopresidente del consiglio chiedendo “responsabilità civile e rispetto”.

La lettera è firmata da Admei , Alleanza delle cooperative italiane (Cultura, Turismo, Comunicazione), Aiic Italia, Anbc, il Club degli eventi e della live communication, Convention bureau Italia Federcongressi & Eventi, Ferpi, Feu, Icca, Mpi Italia chapter, Site Italy e Una. La richiesta all’esecutivo è semplice e diretta “sostegno, non assistenza, per un settore ormai ridotto sul lastrico”.

Le associazioni di #Italialive si dicono consapevoli di questa fase politica così delicata e importante per l’Italia, ma allo stesso tempo chiedono attenzione e ascolto per un’industria, “che è volano di produttività ed esportazioni, che traina il turismo generando un indotto di circa 65 miliardi di euro con un impatto diretto sul Pil di 36,2 miliardi di euro l’anno (l’Italia rappresenta la sesta nazione al mondo per impatto economico generato dal settore degli eventi e dei congressi), e che impiega 569 mila addetti”.

Un comparto, si legge nella lettera, che “sta affrontando una crisi senza precedenti che si traduce in un drammatico calo fino a oltre l’80% del fatturato a causa della pandemia e che rischia di chiudere definitivamente i battenti dopo gli ultimi provvedimenti governativi e la pressoché totale indifferenza sulla drammatica situazione, che impone lo stop a convegni, congressi ed eventi aziendali”. Un settore che “anche dopo la riapertura, che ci auguriamo avvenga in tempi brevi, avrà bisogno di almeno 18 mesi per tornare a un livello minimo di regime”, sottolinea Salvatore Sagone, presidente del Club degli eventi e della Live communication e portavoce nei rapporti con i media di #Italialive.

“Ormai siamo allo stremo, ribadiscono i rappresentanti del comparto – così si condanna a morte certa il settore, e con essa il diritto al lavoro compromettendo anche tutto il 2021-2022, considerata la lunga gestazione di cui necessitano gli eventi congressuali e non solo”.

Le associazioni chiedono al Governo di fare presto, e di non essere abbandonati nuovamente. “È necessario deliberare ristori per tutta la filiera che è stata esclusa dall’uso erroneo dei codici Ateco come sistema per individuare le categorie danneggiate, ammortizzatori sociali ad hoc e alternativi allo strumento della Cig, di cui è necessaria la proroga, ma non sufficiente” dichiara Alessandra Albarelli, presidente di Federcongressi&eventi e portavoce dei rapporti istituzionali e politici di #Italialive. “Prevedere quindi strumenti che garantiscano alle imprese di non depauperare il capitale sociale costituito in anni di attività, ad esempio con l’ammortamento delle perdite degli esercizi 2020 e 2021 in 5 anni. È poi necessario mettere in campo misure a sostegno della domanda prevedendo sgravi fiscali per chi investe in eventi per fare sviluppo di impresa, formazione aziendale, promozione del made in Italy e valorizzazione della ricerca. Il settore dei congressi e degli eventi, filiere connesse e delle imprese creative, cui apparteniamo, deve avere un riconoscimento unitario e una centralità nella ripartenza”, conclude Albarelli.

Le associazioni collegate agli eventi e ai congressi colgono un segnale positivo nella ricostituzione del ministero del Turismo, con portafoglio, assegnato a Massimo Garavaglia, e conclude la lettera, si dicono “pronte anche per dare un contributo concreto mettendo a disposizione competenze e strutture per la campagna di vaccinazione Covid19”.