La Cnn sbarca sugli Iphone di tutto il mondo

0
139

cnn_iphone.jpgLa Cnn, l’emittente televisiva statunitense, ha lanciato con grande successo lo scorso anno sul mercato a stelle e strisce un’applicazione per iPhone, estesa adesso anche oltre i confini americani. La versione statunitense costa 1,99 dollari, mentre quella internazionale è a disposizione gratuita degli utenti. Il prodotto però è sostanzialmente lo stesso. Si dà spazio a notizie di importanza globale con testi, video e foto con la possibilità di scegliere le informazioni in base alla zona geografica o alle tematiche di maggiore interesse. L’area “My Cnn” consente di filtrare i contenuti, leggerne gli aggiornamenti e salvarli per visualizzarli anche senza essere connessi. Inoltre, in entrambe le versioni c’è iReport, lo strumento che consente agli utenti di diventare citizen journalists per la Cnn. Si compone solo di materiale pubblicato dai lettori che può anche essere condiviso via e-mail, Twitter o Facebook direttamente dall’applicazione. Lo scorso anno alcune delle informazioni così pubblicate sono poi state rielaborate dall’emittente, che, dopo un’attenta verifica, le ha utilizzate per i propri contenuti editoriali. L’estensione dell’applicazione per iPhone oltre i confini americani significa, quindi, anche un incremento notevole nella diffusione ovunque di iReporter e un conseguente aumento del materiale a disposizione. “Penso che il mondo ci sembrerà un po’ più piccolo – spiega il vice presidente Cnn mobile Louis Gump – un maggior numero di persone avrà questi iPhone in tasca quando qualcosa accadrà vicino a loro, che si tratti di una notizia dell’ultima ora o un evento di interesse per qualsiasi altro motivo. Avranno quindi la possibilità di registrare un filmato e inviarlo rendendolo potenzialmente visibile a tutto il mondo. Il primo effetto quindi sarà l’aumento dei contenuti di iReporter a disposizione degli utenti e della redazione. Su questi contenuti abbiamo una verifica principalmente interna al programma stesso, ma quando li riutilizziamo come parte di una copertura giornalistica, naturalmente, verifichiamo le informazioni come facciamo per qualsiasi altra fonte perché possa rientrare nei nostri standard editoriali”.