La “Consip” Rai, una e trina. Gestisce acquisti per 650 milioni l’anno

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In Rai un “Chief” non si nega a nessuno… C’è un “Chief Technology Officer”, Stefano Ciccotti; un “Chief Digital Officer”, Gian Paolo Tagliavia; un “Chief Finalcial Officer”, Giuseppe Pasciucco; e un “Chief Operation Officer”, Roberto Cecatto. Doveva esserci – almeno questa era l’idea dell’ex dg Antonio Campo Dall’Orto – anche un “Chief Rights Officer”, in pratica il responsabile degli acquisti di tutti i diritti televisivi d’interesse per l’azienda. Un super-manager, che avrebbe organizzato e coordinato una piccola “Consip Rai” e avrebbe gestito in prima persona tutte le trattative per co-produzioni e diritti di trasmissione di fiction e cinema, le acquisizioni dell’intrattenimento, delle serie tv e naturalmente dello sport. Un modo per razionalizzare e ottimizzare la spesa. Un coordinatore, dal punto di vista organizzativo, e un riferimento unico, dal punto di vista operativo. Un manager importante, che avrebbe maneggiato ogni anno – tra anni pari e anni dispari – una media di 650 milioni l’anno (euro più, euro meno). Il tutto riportando direttamente all’amministratore delegato e al cda.

Campo Dall’Orto – che il progetto l’ha anche portato in cda nella primavera del 2017 con scarso successo – aveva anche in mente chi dovesse essere “Mr diritti tv”: Massimo Coppola, proveniente dalla “sua” Mtv e ingaggiato a marzo 2016 con i galloni di “consulente editoriale per l’elaborazione di strategie e prodotti e per il supporto al posizionamento di brand e reti”. In alternativa, l’altro candidato forte era Giuseppe Pasciucco, ora “Chief Finalcial Officer” ma con un passato proprio alla direzione diritti sportivi. Com’è noto a giugno del 2017 Campo Dall’Orto ha fatto le valigie, e il suo progetto – che poco piaceva agli appetiti del Palazzo – è stato rimesso prontamente nel cassetto. E in Rai di “Mr diritti” ce ne sono tre. Ogni anno circa 175 milioni per la fiction e 150 milioni per intrattenimento delle Reti li acquista Andrea Sassano, direttore Risorse televisive; circa 175 milioni per il cinema li spende l’ad di Rai Cinema, Paolo Del Brocco; e circa 150 milioni per lo sport sono nelle mani di Pier Francesco Forleo, direttore Diritti sportivi. Chissà se i nuovi inquilini della Rai ritireranno fuori dal cassetto del settimo piano quel progetto…