La denuncia di Stampa Romana: “Al Corriere di Viterbo i collaboratori lavorano gratis”… ed in esclusiva

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Il lavoro giornalistico declassato a mero “hobby” da praticare per di più in esclusiva. È la denuncia fatta dall’Associazione stampa romana che, in un comunicato del 23 Gennaio scorso, condanna il comportamento dell’editore del Corriere di Viterbo, il Gruppo Corriere srl appartenente alla famiglia Angelucci, che da inizio anno “sta mandando lettere ai collaboratori in cui, in spregio delle norme e anche del buon senso, declassa il rapporto di lavoro ad una prestazione gratuita”.

Eppure la scrittura privata, se firmata, prevede una collaborazione che oltre ad essere gratuita deve essere anche “in esclusiva” e della durata di un anno intero. Inoltre, accettando l’accordo, il malcapitato collaboratore si assume “ogni responsabilità in ordine al contenuto dell’opera manlevando l’editore da ogni responsabilità nei confronti di terzi”. In cambio di tutto ciò verrebbe garantito al giornalista di avere la propria firma in calce all’articolo.

Una vicenda che al di là degli aspetti legali, per cui Stampa romana si è riservata comunque di verificare la possibilità di eventuali azioni, mostra ancora una volta la crisi drammatica del settore ed il livello quasi di “caporalato” che si è raggiunto in alcune redazioni.

“Con questa lettera – ha dichiarato Lazzaro Pappagallo segretario di Stampa romana – si è arrivati ad un punto di non ritorno. Perché se è vero che, purtroppo, l’attuale mercato del lavoro è normalmente contraddistinto da rapporti di lavoro sottopagati e non degni di essere chiamati tali, soprattutto in base all’articolo 36 della Costituzione, una tale richiesta rischia di trasformare il mestiere del giornalista in hobby. Se da un lato chiedere di effettuare una prestazione a titolo gratuito, per la durata di un anno, e per di più con la clausola dell’esclusiva è da condannare, dall’altro la voglia di pura visibilità che muove molti colleghi, o aspiranti tali, ad accettare queste condizioni sta sfasciando tutto il mercato del lavoro, trascinandolo verso il basso”.

Pieno appoggio “alle azioni che il sindacato regionale vorrà intraprendere” è stato espresso dalla Commissione lavoro autonomo della Fnsi e dalla Commissione lavoro non dipendente dell’Asr che ha voluto anche sottolineare “il coraggio di chi ha deciso di infrangere il muro di omertà, denunciando una pratica illegale, immorale, e purtroppo sempre più diffusa”.

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