We Are Social 2021: il mondo in lockdown teme le fake news

0
851

È stato pubblicato il 27 gennaio scorso il report annuale Digital 2021, redatto dall’agenzia creativa We Are Social e da Hootsuite, il leader mondiale nel social media management. Il rapporto ci dà la fotografia social e digital dell’anno della pandemia: col mondo in lockdown era inevitabile che il numero di utilizzatori internet facesse registrare importanti aumenti, di fatto i più consistenti degli ultimi tre anni. Oggi ci sono 4,2 miliardi di persone sui social media, con una crescita annua del 13%: il 53% della popolazione mondiale oggi utilizza almeno un social. Per citare We Are Social, i nuovi utenti in un anno sono stati “quasi mezzo miliardo, o se preferite 1,3 milioni di persone ogni giorno, o 15 al secondo”.

Il gruppo demografico che è cresciuto più rapidamente su piattaforme come Facebook (+25%) e Snapchat (+25%) è quello degli over 50, mentre non è una sorpresa il boom di TikTok fra la Generazione Z. Generazione che è anche quella più dedita al gaming: oltre il 90% di loro afferma di giocare online.

Il dato che non ci si aspetterebbe, per un anno come il 2020, è il tempo trascorso sui social media ogni giorno, che rimane fermo (a detta degli intervistati) a 2 ore e 25 minuti, che comunque equivale a un giorno a settimana. Facebook rimane il social network più utilizzato al mondo (e anche i dati degli introiti universitari lo confermano), seguito da YouTube e WhatsApp. Fra le prime cinque piattaforme social più usate al mondo, ben quattro fanno capo alla galassia Facebook. E quasi il 99% degli utenti social vi accede ormai via mobile, principalmente su sistemi Android (che passano 4 ore al giorno sulle diverse app, anche non direttamente social). Il cellulare, quindi, è diventato a tutti gli effetti il “first screen” (primo schermo), e viene utilizzato per più tempo della tradizionale TV.

Il report globale We Are Social, però, mette in evidenza un’altra tendenza importante: se il tempo sui social è rimasto invariato dall’anno precedente, è invece aumentato di un bel po’ il tempo “genericamente” online. Ogni utente internet trascorre online quasi 7 ore al giorno (fra laptop, tablet, mobile, smart tv ecc.), il che significa che in una settimana, ben 2 giorni su 7 vengono trascorsi online. Le persone connesse a gennaio 2021 sono 4,66 miliardi, il 7,3% in più rispetto allo stesso periodo del 2020. I dati sono sicuramente influenzati dallo smartworking, che ha rappresentato il leit motiv dell’anno e che è destinato a restare nelle nostre vite ancora per un po’.

Prevedibili le principali ragioni per l’utilizzo di internet da parte di utenti fra i 16 e i 64 anni, soprattutto nell’anno della pandemia, dell’infodemia e del distanziamento sociale: il 63% degli intervistati sostiene infatti di ricorrere al web per cercare informazioni, il 56,3% lo usa per rimanere in contatto con amici e famiglia e il 55,6% per aggiornarsi su notizie e eventi. In vetta ai siti più visitati al mondo resta Google.com, con 66,5 miliardi di visite e una media di 23 minuti a visita, e al secondo posto, con 20,4 miliardi di visite, c’è YouTube (33 minuti per visita). Al terzo posto troviamo Facebook, che vanta 15,5 miliardi di visite e un tempo medio di permanenza di 23 minuti.

Interessante l’analisi sulle preoccupazioni degli utenti internet in merito a disinformazione e fake news: il 56,4% di essi, infatti, si dichiara preoccupato per le difficoltà di comprendere ciò che è vero e ciò che è falso quando si tratta di news online. Gli utenti maggiormente preoccupati sono in Brasile, con l’84% degli intervistati, mentre i meno preoccupati sono gli olandesi, con un 32,5% di risposte affermative. L’Italia è poco al di sotto della media globale, con il 53,7% della popolazione di internet preoccupata per la disinformazione online. Quanto a gruppi demografici, gli utenti maggiormente attenti alla veridicità delle informazioni online sono le donne fra i 18 e i 24 anni (62,5% degli intervistati) e gli uomini fra i 55 e i 64 anni (57,8%).

Un altro dato decisamente di rilievo, ma comunque atteso, è legato all’e-commerce: nell’anno del lockdown, il 77% degli utenti internet fra i 16 e i 64 anni compra online ogni mese. La categoria che ha visto la maggiore crescita relativa a livello globale è “Food & Personal Care”, con il 41% in più, ma in termini di valore assoluto il primato va a “Fashion & Beauty”, con oltre 665 miliardi di dollari spesi. Da un punto di vista demografico, l’adoption dell’e-commerce è addirittura più alta nelle donne fra i 55 e i 64 anni che negli uomini nella fascia 16-24.

I dati globali sono certamente interessanti e rappresentano numerosi spunti di riflessione, ma aspettiamo il 10 febbraio per la presentazione dei dati sull’Italia.