La Nuova Sardegna compie 130 anni. Di Rosa: “Garanzia di esperienza e affidabilità”

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Il logo celebrativo dei 130 anni della Nuova Sardegna - Foto da sito https://www.lanuovasardegna.it/

I primi 130 anni di storia da festeggiare attraverso la rilettura delle vecchie edizioni. La Nuova Sardegna spegne 130 candeline tra meno di due mesi e per l’occasione, dallo scorso febbraio, il quotidiano sardo sta ricostruendo le tappe principali della sua vita regalando ai lettori tredici inserti di 16 pagine ciascuno. In ogni numero un decennio di storia per ripercorrere gli eventi che hanno segnato tre secoli di avvenimenti dell’isola e dell’Italia intera.

Era il 9 Agosto 1891 quando i fondatori, tra cui Enrico Berlinguer, nonno dell’omonimo storico segretario del Pci, raccolsero 2.472 lire attraverso un comitato cittadino e derisero di pubblicare un settimanale. Periodico che divenne ben presto un quotidiano visto il successo quasi istantaneo di lettori, tanto da soppiantare il quotidiano concorrente “La Sardegna”. L’idea dei fondatori è sintetizzata nella testata: raccontare lo sviluppo di una “nuova isola”.

“Avere 130 anni di storia alle spalle è garanzia di esperienza e affidabilità — spiega il direttore Antonio Di Rosa intervistato dal Corriere della Sera — che ci spinge a compiere ogni giorno scelte, più consapevoli per i lettori nel solco dell’indipendenza che c’era, c’è e ci sarà. Ci contraddistinguiamo non solo per le battaglie contro le ingiustizie locali, ma anche per le analisi e per dare finalmente alla Sardegna un ruolo di primo piano che le è stato negato dai governi passati. Si parla tanto della Salerno-Reggio Calabria ma noi abbiamo la Sassari-Olbia incompleta da 14 anni”.

“II passato dà prestigio — aggiunge Gianni Vallardi, Ad di DBlnformation, la società che ha in gestione dal 2016 la testata che, dal 1980, fa parte del gruppo editoriale l’Espresso — ma io credo che il giornale abbia un futuro grazie al suo brand radicato nel territorio. Come tutti, subiamo l’erosione delle copie cartacee ma in questi 5 anni tutto sommato la diffusione e la pubblicità hanno retto”.

“II futuro è nella diversificazione delle fonti di ricavo oltre che negli efficientamenti — spiega Vallardi al Corsera —, ma abbiamo potenzialità e, grazie a un direttore esperto come Di Rosa, svilupperemo dal digitale ai collaterali passando per le iniziative con le scuole e gli eventi culturali sul territorio”.

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