La pandemia consiglia ad Amazon l’affare dei grandi magazzini

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Se puoi mangiare tutta la pizza, perché accontentarsi di un trancio. È quello che evidentemente frulla nella testa di Jeff Bezos. L’impero Amazon controlla il 40 per cento dello shopping online negli States; ora ha cominciato le proprie incursioni nel mondo della produzione televisiva e cinematografica; e – forte di ricavi nel 2020 di 386 miliardi di dollari e più di 1,2 milioni di dipendenti – non disdegna di immaginare anche un business nello spazio. Ma restando con i piedi ben piantati per terra, Amazon – come racconta Massimo Basile su la Repubblica, citando un’indiscrezione apparsa sul Wall Street Journal – ora si converte ai grandi magazzini, preparando l’apertura di negozi fisici.

D’altronde la magia dello shopping in presenza, quello che ti fa toccare con mano, che ti fa specchiare con il nuovo capo indosso e ti regala l’emozione della sfilata davanti alle vetrine, non si può sostituire con un click e una scatola lasciata sulla soglia di casa. Amazon punterà su prodotti di marca, sembra, sfruttando il vuoto creato dalla pandemia che ha costretto migliaia di esercizi alla chiusura, e ha fatto crollare i pezzi degli affitti. Insomma l’investimento sembra vantaggioso. Si parte dagli Usa: i primi store verranno saranno aperti in Ohio e California. Saranno grandi tremila metri quadrati, più piccoli dei classici grandi retail; venderanno di tutto, dai completi da cocktail all’elettronica. Il tutto a sei anni dall’apertura del primo negozio “reale” di Amazon, la libreria inaugurata a Seattle, nello stato di Washington. Trancio dopo trancio, Bezos mangerà tutta la pizza…

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