La pandemia non fa bene a Sky. E ora serve il “vaccino”

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Foto da ufficio stampa Sky.

C’è qualcuno che nell’anno della pandemia, che ha premiato i giganti del web e dello streaming, ha accusato una piccola battuta d’arresto. Stiamo parlando del Gruppo Sky, controllato dal 2018 da Comcast, che giovedì 28 gennaio ha reso noti i numeri del 2020. Non si conoscono i dati relativi alla sola Sky Italia, ma il broadcster – operativo nel Regno Unito, in Irlanda, in Germania e in Italia – nel complesso arretra. Il fatturato del 2020 si attesta a quota 18,594 miliardi di dollari contro i 19,219 miliardi del 2019. Un -3,3% nei ricavi e un -37% negli utili passati da 3,099 miliardi nel 2019 a 1,954 miliardi nel 2020. E nonostante qualche segnale positivo nel numero degli abbonati (anche in Italia), nel complesso la pay tv – nell’anno in cui l’Europa era chiusa in casa (ma spesso anche senza lavoro) – ha perso 56 mila abbonati, attestandosi a quota 23,939 milioni.

IL VACCINO – Tutto questo porterebbe – stando alle indiscrezioni di stampa – a un cambio di rotta da parte del Gruppo Sky che riguarderà anche l’Italia. L’ad Maximo Ibarra a fine 2020 ha illustrato a grandi linee un piano di sviluppo in cui il Gruppo sarà ripensato e ridisegnato per tenere il passo della concorrenza. Ora quel piano che dovrà traguardare il 2024 sembra cominci a venire alla luce. Andrea Montanari su Mf racconta di un nuovo listino prezzi in arrivo dal 5 febbraio 2021 che rivoluzionerà l’offerta commerciale. Lo scopo? Maggior libertà ai clienti, vecchi e nuovi, per disdire il contratto senza pagare penali aggiuntive; due profili di utenza (uno flessibile e senza vincoli, l’altro scontato con una durata minima di 18 mesi); e per tutti prezzi più bassi. E in arrivo – stando a quanto rivelano Andrea Biondi e Paola Dezza su Il Sole24Ore – potrebbe arrivare presto anche qualche novità logistica con l’abbandono (è lo smart working bellezza!) di uno dei palazzi della sede nel quartiere Santa Giulia alle porte di Milano. Primi aggiustamenti, insomma, e qualcosa in più la capiremo – anche sul riposizionamento nell’offerta – al termine dell’asta sui diritti tv della Seria A. Un’asta in cui Sky non sembrerebbe intenzionata a giocare da protagonista, anzi…

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