La Pec diventa europea. L’Italia guida l’ampliamento grazie al boom di messaggi e caselle

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Photo by Brett Jordan on Unsplash

La Pec si prepara a varcare i confini nazionali e a diventare europea. Per una volta il nostro Paese farà da capofila in questo passaggio che permetterà, una volta a regime, di inviare in modo sicuro una mail alla pubblica amministrazione, all’impresa o al cittadino di un altro Paese Ue. La data da segnare sul calendario per questa innovazione è il prossimo 18 Giugno, si legge in articolo pubblicato sul Sole 24Ore, giorno in cui “termineranno i test per dare alla posta elettronica certificata un profilo comunitario”.

L’Italia capofila continentale – Una conquista in cui l’Italia ha svolto un ruolo decisivo visto il primato che il nostro paese ha raggiunto sia in termini di diffusione della posta certificata che di standard tecnologici, rispetto agli altri paesi europei. In quanto a diffusione, riporta il dossier del Sole 24Ore, siamo passati da 300 mila caselle nel 2008 ai quasi 13 milioni a febbraio di quest’anno con la stima di circa 16 milioni previste per il 2022. Una crescita che va di pari passo con quella dei messaggi inviati attraverso questo mezzo, che sono passati da 218 milioni nel 2008 ai 3 miliardi stimati del 2022.

Uno strumento che, dopo anni di disinteresse da parte dei cittadini, ha cominciato ad essere usato abitualmente perché ha oggettivamente semplificato la vita a milioni di persone, ottenendo anche un impatto sociale ed economico notevole. L’uso della Pec, infatti, ha ridotto gli spostamenti e, di conseguenza, le emissioni di CO2; ridotto l’uso della carta con conseguente riduzione degli spazi per archiviare i documenti; eliminato i tempi di attesa agli uffici postali. Risparmi che, secondo una ricerca effettuata da Idc (International data corporation), si tradurranno in quasi 4 miliardi di minori costi nel 2022 grazie all’uso della Pec.

Ora questi successi tutti italiani raggiungeranno una dimensione europea. Una volta approvati gli standard da parte della Commissione europea, la Pec europea sarà realtà e permetterà, per esempio, di inviare in modo sicuro una mail alla pubblica amministrazione, all’impresa o al cittadino di un altro Paese Ue. “Dialogando con la Pec ci si potrà iscrivere in un’università europea o aprire un conto corrente oppure acquistare un prodotto assicurativo”, spiega al Sole 24Ore, Carmine Auletta, presidente di Assocertificatori, l’associazione che riunisce 8 dei 18 gestori di Pec in Italia. E anche in questo caso il nostro paese si troverà in posizione di vantaggio perché, mentre per la maggior parte degli altri Paesi dell’Unione si tratterà di partire da zero (o quasi), l’Italia dovrà più semplicemente adeguare l’attuale struttura della posta elettronica certificata ai nuovi standard.

“Il nostro Paese – aggiunge Auletta – sta già lavorando per dare alla Pec un profilo europeo, che prevede, tra l’altro, l’associazione con l’identità digitale. Il messaggio non avrà solo la certificazione circa il momento dell’invio e della ricezione, ma tutto questo sarà accompagnato dalla certezza sull’identità del mittente e del destinatario”. Il meccanismo prevede che si acceda al servizio di Pec attraverso un sistema di identità digitale – che sarà soprattutto lo Spid, ma potrà essere anche la Carta d’identità elettronica – per cui chi riceverà la mail certificata avrà anche certezza sull’identità di chi l’ha inviata. Allo stesso modo, il mittente conoscerà l’identità del destinatario. Un meccanismo che rafforza la sicurezza della Pec e che dà ulteriore garanzia in vista dell’allargamento alla platea europea.

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