La Rai dice basta “Anni 20”, in autunno documentari al posto della Parisella

0
805
Foto da streaming

“Ce lo chiede l’Europa di mangiare da schifo”… …“Cibo spazzatura che diventa alimentazione di Serie A grazie al nutri-score”… …e “che ingrassa gli affari delle multinazionali”. La svolta green dell’Unione europea non piace ad Anni 20 che nel “contrappunto” di giovedì sera, in prima serata su Rai2, non ha usato mezzi termini. Il programma d’approfondimento condotto da Francesca Parisella non si è limitato all’alimentazione. Spazio anche a critiche sul piano vaccinale, sul recovery fund e sul “delirio regolatorio” di Bruxelles in generale. Un servizio che non ha certo spostato le lancette dell’Auditel: il nuovo format voluto dal direttore Ludovico Di Meo si trascina da settimane sotto il 2% di share: ieri sera 453 mila spettatori e 1,9%. E da settimane puntualmente tiene la seconda Rete fuori dalla top ten dell’audience nazionale del giovedì, superata anche da canali come Rai4, Nove o Tv8. Eppure ieri gli spettatori erano pochi ma buoni…

FURIA SALINI – Tra questi, infatti, c’era l’amministratore delegato della Rai, Fabrizio Salini, che di buon mattino ha fatto sapere di essere “furioso contro il servizio di Anni 20” e di meditare “provvedimenti”. Non solo, al settimo piano di Viale Mazzini il programma lo ha visto anche il consigliere Rita Borioni (quota Pd): “Sconcertante, e uso un delicatissimo eufemismo, per contenuti e toni. Un mischione sconclusionato di luoghi comuni, discorsi da autobus, interpretazioni superficiali e anche vere e proprie sciocchezze. Sembrava uno scherzo”…. …“Una lettura del tutto parziale che ha usato l’autorevolezza del Servizio Pubblico per convogliare pezzetti di realtà stravolti e decontestualizzati, in alcuni passaggi derisori e distorti”. Chi invece il programma l’ha gradito – sempre nella Sala Orsello – è un altro consigliere, Igor De Biasio (quota Lega): “Il servizio sarcastico sugli effetti delle normative europee in materia di cibo andato in onda ieri su Rai2, è discutibile come ogni contributo dissacrante. Trovo tuttavia inopportuno e assolutamente sproporzionato invocare provvedimenti disciplinari”. “Vista l’importanza delle tematiche toccate nel servizio suggerisco che l’ad Rai si prodighi affinché Rai stessa promuova approfondimenti sulle normative Ue in un contesto pluralistico”.

IO SONO GIORGIA – Insomma, Anni 20 ha spaccato. Ma non l’Auditel, il Palazzo. E non solo quello di Viale Mazzini, anche quello della politica. Stamane scendono in difesa del programma calibri come Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia: “Vogliono trasformarci nella Corea del Nord e la cosa più grave è che i vertici della Rai, il servizio pubblico pagato con i soldi degli italiani, piuttosto che difendere il pluralismo fanno sapere di essere pronti alla censura. Questa è la loro libertà di pensiero”. E dalla Lega Massimiliano Capitanio si spinge oltre: “Rubrica evidentemente ironica. Stendiamo un velo pietoso – spiega – sulla sinistra che prima abbocca alla bufala ai limiti dell’illegalità sulla censura a Fedez, poi si affretta a mettere il bavaglio ai nostri giornalisti… Qualunque provvedimento disciplinare sarebbe una ferita alla libertà di stampa e di opinione”.

E C’E’ CHI INVOCA AGCOM E VIGILANZA – Nell’altra metà campo non sono certo stati a guardare. In arrivo da Pd e +Europa esposti all’Agcom. Di “servizio allucinante”, parla Valeria Fedeli del Pd. “Non trovo altri termini per definirlo. Un condensato di fake news di matrice anti europeista indegno non solo del servizio pubblico ma del giornalismo in generale. Adesso basta davvero!”. E Michele Anzladi (IV) rincara la dose: “Disinformazione, falsità, attacco infondato all’Europa proprio mentre ai vertici ci sono alte personalità italiane e l’europeismo grazie al governo Draghi è ormai condiviso da tutti in Parlamento. Chiederò alla Vigilanza di occuparsi del servizio trasmesso da Anni 20″.

IN AUTUNNO SPAZIO AI DOCUMENTARI – Insomma, poco share ma finalmente un po’ di rumore. Il programma alza la voce, “la butta in caciara”, entra nel dibattito politico, crea fazioni, stringe alleanze e trova nuovi oppositori. Una polemica che consente al format di uscire dall’anonimato di queste settimane e di occupare i titoli di agenzie, siti internet e quotidiani. E chissà se questo polverone non possa consentire già da giovedì prossimo – sempre che Salini non imponga lo stop – un colpo d’ala Auditel. Francesco De Gregori canterebbe: “Il programma si farà, anche se ha le spalle strette. Quest’altr’anno giocherà…..” Ma a quanto apprende AdgInforma.it, la Parisella in autunno non giocherà. L’informazione di Rai2 ha confermato altre due donne: Annalisa Bruchi (Restart) e Laura Tecce (Onorevoli confessioni). Ma non lei che sembra lascerà spazio ai documentari. Magari in primavera…

Approfondimenti