La Rai (e Foa) possono attendere

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Il nuovo consiglio di amministrazione della Rai si è insediato il 31 luglio scorso, e a distanza di un mese e mezzo è privo di un presidente e della pienezza delle sue funzioni. Marcello Foa, infatti, non ha ottenuto ai primi di agosto il necessario avallo della commissione di Vigilanza sulla Rai. Sono mancati all’appello i voti di Forza Italia. E neanche il vertice “positivo” di ieri sera ad Arcore tra Silvio Berlusconi e Matteo Salvini – con testimoni Antonio Tajani e Giancarlo Giorgetti – è riuscito a sbloccare la “partita” Rai. La riunione (un paio d’ore) è stata aggiornata a martedì 18, qualche ora prima che la Vigilanza approvi la risoluzione sul Foa bis. Sul tavolo di Arcore, infatti, c’è molto di più della benedizione a un presidente che poco o nulla conterà nel prossimo futuro della tv di stato, in cui lo “scettro” lo detiene l’amministratore delegato. In ballo c’è il futuro del centrodestra, con Salvini – che i sondaggi danno oltre il 30% – determinato a tenersi la moglie grillina e l’amante azzurra. D’altronde più passa il tempo e più erode ad entrambe consensi. E naturalmente sul tavolo ci sono anche i tanti interessi di Berlusconi: dalle concessioni tv, ai finanziamenti all’editoria, fino ai tetti agli spot pubblicitari.

Nel frattempo la Rai, con decine di urgenze sul tavolo della Sala Orsello – tra cui contratto di servizio, piano editoriale e industriale, il dossier immobiliare, le nomine urgenti (Tgr, Raisport, Giornale Radio, Rai Pubblicità e coordinamento area editoriale e palinsesti), il contratto di Fabio Fazio e quant’altro – deve aspettare ancora. Un’azienda sequestrata dalla politica! La prossima mossa ufficiale – con il via libera del centrodestra – la farà mercoledì 19 settembre la commissione di Vigilanza che con una risoluzione chiederà al cda Rai di procedere alla designazione di uno dei suoi membri a presidente. Un modo garbato con cui Lega e M5S consigliano al settimo piano di procedere al Foa bis. In cambio aprono un ombrello parlamentare che metta gli amministratori al riparo da eventuali contestazioni legali. Sì, perché in molti in queste ore sostengono che il Foa bis non s’ha da fare. “Roma locuta, causa finita”, vanno ripetendo. Roma ha parlato, la causa è finita. Ma chi è Roma? E se avesse cambiato idea? Se Salvini e Berlusconi troveranno l’accordo, insomma, entro settembre avremo finalmente una Rai pronta a partire. Due mesi buttati a disquisire sul merito e sul metodo Foa. Su Salvini e l’assenza di galateo nei confronti di Berlusconi; l’imbarazzo dei grillini combattuti tra l’anima Fico e quella Di Maio; Forza Italia che aspetta (e spera) un segnale dal Carroccio; e il Pd che colleziona pareri legali. La Rai del cambiamento…