La Rai rende omaggio ai giornalisti uccisi

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Il 2 novembre è la Giornata mondiale per mettere fine all’impunità per i crimini contro i giornalisti. E la Rai non lo ha dimenticato. Dalle 17.30 di domenica 1 novembre e fino alla mattina del 3 novembre, infatti, sulla facciata della sede romana di viale Mazzini scorreranno i nomi di 77 tra giornaliste e giornalisti caduti nella quotidiana battaglia per un’informazione completa e veritiera. “Dai dati del Rapporto Unesco al 30 ottobre 2019 sono più di mille – spiega una nota dell’Azienda – i giornalisti uccisi dall’istituzione della Giornata mondiale, indetta dall’ONU nel 2013 in memoria dell’omicidio di due giornalisti francesi uccisi nel Mali nello stesso anno. La maggior parte dei cronisti viene assassinata in contesti non di guerra, 9 casi su 10 restano impuniti”.

Un’idea suggestiva nata da una proposta dell’Usigrai, sindacato dei giornalisti Rai, d’intesa con la Fnsi. “80 nomi. 80 storie. 80 verità negate”, spiega Vittorio Di Trapani, segretario Usigrai. “In questo modo, la Rai ha raccolto la nostra proposta di illuminare la giornata. #EndImpunity”, aggiunge Di Trapani. Tra gli altri scorreranno i nomi di Ilaria Alpi, Miran Hrovatin, Jamal Khashoggi, Daphne Caruana Galizia, Italo Toni, Graziella De Palo, Mauro De Mauro, Anna Politkovskaja, Ján Kuciak, e tanti altri ancora. Troppi. Su proposta del presidente Fnsi, Giuseppe Giulietti, ha aderito alla Giornata anche il Comitato cronisti minacciati della Commissione Antimafia, presieduta da Walter Verini. “È ovviamente l’occasione per parlare di libertà di stampa. E della necessità di assicurare ai cronisti tutele e sicurezza. Per garantire il loro diritto a informare. Per garantire il diritto dei cittadini a essere informati”, conclude Di Trapani.

Secondo i dati riportati dalla Federazione internazionale dei giornalisti (Ifj), sono 998 le giornaliste e i giornalisti uccisi nel mondo negli ultimi 10 anni, 30 finora nel 2020, la maggior parte dei quali giornalisti locali. Dal 1990, 2.644 giornalisti hanno perso la vita. Solo in un caso su 10 è stata fatta giustizia.