La Rai rinuncia a tre canali per risparmiare fino a 26 mln

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L'amministratore delegato della Rai, Fabrizio Salini. Foto Ufficio stampa Rai.

Che il nuovo “bouquet” Rai di 15 canali (sei in Hd, con tre generalisti e 12 tematici) non sarebbe sbocciato nel 2020 ormai lo avevamo capito. L’emergenza sanitaria del coronavirus, l’impatto che ha avuto sulla raccolta pubblicitaria e i 190 milioni l’anno che il governo si trattiene sul canone avevano consigliato al management di Viale Mazzini un rinvio al 2021. Ma ora l’ad Rai Fabrizio Salini più che a un rinvio ha cominciato a pensare seriamente ad una vera e proprio rimodulazione dell’intero piano industriale. Le nove super-direzione di genere dovrebbero rimanere. Ma oltre a una sforbiciata sul costo del personale, e a una razionalizzazione degli immobili (con la rinuncia a numerosi affitti storici), Salini, consigliato sembra da Boston Consulting Group, ha deciso di rimettere mano all’offerta. E le slide mostrate nell’ultimo cda (che sulla questione dovrebbe pronunciarsi il prossimo 30 ottobre) erano inequivocabili.

Oltre alla rinuncia al canale dedicato ad un pubblico di donne (un canale “femminile, italiano e internazionale e raffinato”, target “donne di circa 50 anni) prende corpo, infatti, anche la soppressione del canale in inglese e del canale istituzionale per un risparmio complessivo – a quanto apprende AdgInforma.it – di 9 milioni di euro. La “razionalizzazione dell’offerta di RaiSport (sopprimendo entrambi i canali sul digitale terrestre) consentirebbe invece un risparmio da 6 a 13 milioni. E altri 4 milioni arriverebbero dall’unione di Rai5 e RaiStoria. Un bouquet, insomma, che originariamente doveva arrivare a 15 canali. E che ora rischia seriamente di annoverare meno fiori e poco profumati. Soprattutto per il contratto di servizio. Togliere spazio agli sport minori (destinati sembra a RaiPlay), alle istituzioni e agli italiani all’estero non è certo un buon viatico per attirare le simpatie del Parlamento. Ma lo è senz’altro per attirarne le attenzioni in tempi in cui si devono destinare le risorse al servizio pubblico. Una rimodulazione, quella pensata da Salini, che gradiranno gli amanti dei canali Rai Movie, Rai Premium e Rai Scuola. I primi due, infatti, erano destinati a scomparire. Il terzo – la cui offerta è stata potenziata in accordo col Miur – avrebbe traslocato on-line. Ora avrà una collocazione migliore sul Dtt.

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