La Rai sceglie l’uomo per il cda, “tavola rotonda” dei sindacati

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Grandi manovre in Viale Mazzini. Manca davvero poco, infatti, al 31 maggio 2018, termine ultimo per la presentazione delle candidature dei dipendenti Rai al nuovo cda. Una partita che riguarda oltre 12 mila persone: 343 dirigenti; 1.354 funzionari e quadri; 1.709 giornalisti; 7.757 impiegati; 930 operai; 119 orchestrali e coristi; e otto medici. E una partita il cui esito dipenderà probabilmente dai sindacati. Adrai, Usigrai, Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil, Snater, Ugl-Informazione e Libersind-Confsal, infatti, insieme contano oltre cinquemila iscritti. Non a caso – a quanto apprende LoSpecialista.tv – nel pomeriggio di giovedì 17 maggio è fissata in Viale Mazzini una “tavola rotonda” dei sindacati. Non tutti al momento hanno confermato la presenza. L’unica cosa certa è che si parlerà proprio dell’uomo da candidare al settimo piano.

All’ordine del giorno ci sarà innanzitutto il “metodo” al fine di individuare delle convergenze. Dopo si partirà col toto-nomine. Il prescelto dovrà essere una persona “di riconosciuta onorabilità, prestigio e competenza professionale e di notoria indipendenza di comportamenti, che si sia distinta in attività economiche, scientifiche, giuridiche, della cultura umanistica o della comunicazione sociale, maturandovi significative esperienze manageriali”. Un profilo alto, insomma, che logica vorrebbe fosse individuato tra i dirigenti o tra i giornalisti. Due categorie, soprattutto i giornalisti, che certo non godono di ottima fama nella base. Ma senza il voto dei quadri-impiegati-operai (che magari si accordano su un’altra figura, un regista ad esempio o un direttore d’orchestra…) in questa tornata elettorale non si va da nessuna parte. Chi ha i voti non ha i candidati, e chi ha i candidati non ha i voti… Ecco perché l’incontro di domani è fondamentale. Occhio: tra i giornalisti circola con insistenza il nome di Roberto Natale. Un nome che secondo gli spifferi di Viale Mazzini piace parecchio anche alla Cgil. Nella corsa, invece, non figura Vittorio Di Trapani in corsa per un terzo mandato al vertice dell’Usigrai.

Un ruolo importante in questa partita lo avrà la commissione elettorale composta da tre saggi. Una commissione che dovrà decidere quali candidature accettare e quali scartare, indirizzando inevitabilmente l’esito del voto. Una commissione elettorale che il cda nominerà solo nell’assise in agenda per il 29 maggio. Ma prima di allora si attendono schiarite dalla politica. Anche perché, stando ai boatos, la commissione sarà composta – udite udite – proprio da membri del cda. Una commissione giallo-verde con poco azzurro e un pizzico di rosso?