La Rai vieta ai giornalisti le comparsate in altre tv

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MONICA MAGGIONI NELLA FOTO AGI PER UFFICIO STAMPA RAI

Evitiamo di farci concorrenza da soli; e soprattutto cerchiamo di rimanere a disposizione per dar man forte a eventuali finestre informative da organizzare all’improvviso. È questo il senso della missiva che il capo del personale Rai, Luciano Flussi, ha spedito a tutte le direzioni giornalistiche della Rai. “Da oggi in avanti – scrive Bincher Fosca (Franco Bechis direttore del Corriere dell’Umbria, ndr) è sospesa ‘la possibilità di partecipazione dei giornalisti Rai a programmi televisivi e radiofonici di altre emittenti a causa della difficile situazione politica ed istituzionale, anche al fine di evitare sovrapposizioni con la programmazione Rai, imprevedibile in queste giornate”. Una formula che impone quindi la revoca di tutte le autorizzazioni che i vari direttori avevano dato alle loro firme, accolte di tanto in tanto in programmi di altre reti o come autorevoli opinionisti o appunto (ed è il caso più frequente) come autori di libri. Per fortuna di Flussi – si legge ancora – non è in uscita imminente (a meno che sia una sorpresa) l’annuale volumone firmato da Bruno Vespa, altrimenti sai le urla che si ascolterebbero per tutti i piani del palazzone di viale Mazzini!”

Ma il capo del personale Rai un’occhiatina la dovrebbe dare anche a quello che i propri giornalisti scrivono su Facebook e Twitter. Vediamo quanto accaduto il 27 maggio scorso, ad esempio, sul profilo di Gennaro Sangiuliano, vicedirettore del Tg1. “Durante la battaglia di resistenza sul Piave, nel giugno del 1918, un fante scrisse su un muro di una casa bombardata: ‘Tutti eroi!!! O il Piave, o tutti accoppati!!!’. #VogliamoSavona”. Un “cinguettio” che secondo i boatos – ma qui il condizionale è d’obbligo – sarebbe stato affiancato da un altro tweet (ora scomparso) che recitava: “Lo spread è il nuovo strumento di dominio della Germania, l’equivalente dei panzer #quartoreich #VogliamoSavona”. Sempre Sangiuliano, autore del libro “Putin, vita di uno Zar”, il 2 aprile su Facebook: “Matteo Salvini, un caro amico, nella foto legge il mio Putin (Mondadori). Foto sulla prima pagina del Messaggero online di oggi”. Sacrosanta la libertà d’espressione e benissimo il “cazzeggio”, soprattutto sui social… Ma forse Flussi nella circolare avrebbe dovuto scrivere: non ci facciamo concorrenza da soli, state a disposizione e “ a causa della difficile situazione politica ed istituzionale” non fate palesemente il tifo… A proposito di social, ma una circolare sull’argomento non l’aveva diramata l’ex dg Lorenza Lei?