La sede Rai di Pechino deserta da 5 mesi. E per ora non riaprirà…

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La giornalista Rai, Giovanna Botteri, ospite de "I soliti ignoti". Foto da streaming.

La Rai ormai da tanti anni ha un ufficio di corrispondenza a Pechino all’interno del Jianwai diplomatic compound, un’area centrale della città, vicino a piazza Tienanmen, che ospita quasi tutti i media accreditati in Cina. Ogni anno dall’ufficio vengono mandati a Roma circa trecento servizi televisivi e duecento radiofonici. Servizi che riguardano la Cina, ma anche il Giappone e tutti i Paesi del sud-est asiatico. Il problema è che questo ufficio ormai da cinque mesi è deserto. E a quanto apprende AdgInforma.it, lo rimarrà ancora a lungo, almeno fino a quando la seconda fase della pandemia non avrà mollato la presa sul Belpaese. Intanto si pagano le spese…

SCAMBIO DI MAIL CON LA FARNESINA – Ma andiamo con ordine e spieghiamo cosa sta accadendo. La corrispondente Rai da Pechino è Giovanna Botteri. È stata per dodici anni a New York e dal primo agosto 2019 si è trasferita in Cina dove ha vissuto in prima persona l’ “exploit” della pandemia covid 19. È tornata in Italia, per le meritate ferie, il 7 agosto 2020. Ha ritirato premi giornalistici, ne ha presentati, ha seguito in prima linea su Rai3 le elezioni americane, ha inanellato una lunga serie di ospitate nei programmi Rai (l’ultima a “I Soliti Ignoti” di Amadeus) e non si è negata neanche alla concorrenza. Ma in Cina non ci è più tornata. Non che la cosa le dispiaccia… Anzi, nel frattempo ha provato, senza riuscirci, a farsi trasferire a Bruxelles. Ma oggettivamente – e anche le recenti verifiche dei piani alti di Viale Mazzini con la Farnesina non hanno sortito effetti positivi – di tornare a Pechino non se ne parla. Una finestra chiusa sull’Oriente che sta penalizzando l’informazione Rai. In un momento storico in cui al settimo piano addirittura si sta pensando ad un secondo corrispondente in Asia. E chissà che non si decida di mandare – visto che se ne contano almeno un paio – un giornalista Rai che parla il cinese. Covid permettendo…

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