La Stampa, pubblica sfida fra Giannini e Cdr: “Facevo sindacato prima di voi”

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Massimo Giannini, direttore de La Stampa - Foto da streaming

di A.G. Professione reporter -Giannini si offende e non parla più al Comitato di redazione.

Il Cdr riporta in un comunicato frasi colloquiali del Direttore Giannini in un incontro sindacale. Giannini dice che è molto scorretto, “lasciatevelo dire da chi ha fatto sindacato molto prima di voi”. Aggiunge che potrebbe diffondere tra virgolette alcune frasi del Cdr, che avrebbero “qualche effetto”.

Il Cdr dice di aver appreso l’uscita degli inserti ilGusto e Nord ovest economia dalle pubblicità sul giornale.

Giannini vede l’orgoglio e la passione con cui i colleghi si spendono al suo fianco. Il Cdr parla di una redazione “stanca, demotivata, inascoltata” e chiede il rispetto del Contratto di lavoro.

Sono a questo punto i rapporti sindacali alla Stampa di Torino. Alta tensione. Il Cdr accusa il Direttore di non rispondere alle richieste di un incontro. Da due mesi. Lui decide di scrivere a tutta la redazione. Il Cdr ribatte punto su punto. Ai limiti dell’incomunicabilità. Poco dopo il suo arrivo -24 aprile 2020- Giannini ebbe un gradimento record in redazione, 91 per cento.

Giannini ha scritto alla vigilia dell’assemblea del 29 aprile. Il Cdr ha risposto in assemblea e alla fine ha rinnovato a Giannini “l’invito a fissare quanto prima una data, per affrontare i problemi rimasti aperti e soprattutto le sfide ed i nuovi impegni che ci attendono”.

Brindisi e comunicati – “Care amiche, cari amici -scrive Giannini- Nel nostro brindisi per il lancio del canale ilGusto di mercoledì 21 aprile avevo annunciato che vi avrei fissato al più presto un incontro, come da voi richiesto. Nella stessa serata ho incaricato il collega vicedirettore di confermarvi che al più presto ci saremmo incontrati. Non è servito, avete diffuso un nuovo comunicato (a quanto mi risulta neanche condiviso da tutti i membri del Cdr) in cui annunciate un’assemblea per discutere delle ‘inedite anomalie’ nei rapporti tra direzione e Cdr”.

“Nella serata del 21 aprile -risponde il Cdr- un vicedirettore ha comunicato che l’indomani Giannini avrebbe formalmente convocato la rappresentanza sindacale. Il Cdr, dopo aver inutilmente atteso la convocazione per l’intera giornata, l’indomani ha ritenuto opportuno aggiornare la redazione. La decisione della comunicazione era stata concordata in precedenza all’unanimità dall’intero Cdr. Il giorno seguente abbiamo modificato il messaggio alla luce delle dichiarazioni di Giannini: la nuova versione è stata approvata da cinque membri del Cdr su sei. Le ‘inedite anomalie’ sono il rifiuto del direttore ad incontrare il Cdr, così come previsto dall’articolo 34 del Contratto nazionale di lavoro giornalistico”.

Provocazione e ritardi – Giannini: “Il Cdr scrive il 14 aprile che ‘da oltre due mesi il direttore nega ogni confronto con il Comitato di redazione’. È falso. Il nostro precedente incontro ufficiale si è svolto il 10 marzo. Un mese e 4 giorni. Approssimazione? Provocazione?”.

Cdr: “L’ultimo tavolo con il direttore risale al 29 gennaio 2021 con la precedente rappresentanza sindacale. Dal giorno dell’insediamento dell’attuale Cdr – eletto il 1° marzo – il primo e unico incontro con il Direttore è avvenuto il 10 marzo 2021, quando Giannini informò il Cdr del suo nuovo ordine di servizio, due ore prima che lo inviasse alla redazione. In quella circostanza il Cdr non ebbe il tempo necessario per esprimere il parere previsto dal Contratto nazionale di lavoro”.

Giannini: “Le ragioni del presunto ‘mese di silenzio’ le conoscete benissimo. Ve le ha spiegate due volte il vicedirettore Malaguti, da me incaricato”.

Cdr: “‘Il direttore non vi parla perché è offeso’, ha spiegato il vicedirettore”.

Frasi a effetto – Giannini: “Nel comunicato del 14 aprile si riportano ampie frasi virgolettate del Direttore. Frasi che in qualche caso non hanno nulla a che vedere con questioni sindacali. Prassi mai vista e scorretta, lasciatevelo dire da chi ha fatto sindacato prima di voi, all’inizio degli anni ’90. A parti invertite, avrei potuto scrivere un mio comunicato, riportando tra virgolette alcune vostre frasi che, ripetute in un’assemblea pubblica, avrebbero avuto qualche effetto”.

Cdr: “I virgolettati hanno correttamente stigmatizzato alcune affermazioni del Direttore, pronunciate durante l’incontro sindacale. Il Direttore a sua volta dice di essere a conoscenza di affermazioni del Cdr in grado di produrre ‘qualche effetto’ se raccontate alla redazione: lo invitiamo a farlo pubblicamente”.

“Un tanto al chilo” – Giannini: “Le critiche sono tutte legittime. Purché siano obiettive, basate su dati reali, circostanziate. Nel vostro comunicato scrivete di ‘settori e redazioni sguarnite, gravi lacune organizzative, straordinari e chiusure fuori controllo…’: è obiettare un tanto al chilo.”

Cdr: “Nessuna obiezione “un tanto al chilo”. È la realtà che da oltre un anno riferiamo al Direttore e all’azienda. I dati sono facilmente desumibili dai report sulle chiusure, dal massiccio ricorso al lavoro straordinario, dalle piante organiche insufficienti di molti settori. Il tutto gravato dalle assenze dovute alla Solidarietà, dalle quote stabilite per i compensativi domenicali, dalle restrizioni al lavoro in presenza dovute all’emergenza Covid”.

“Corrivo preteso” – Giannini: “Lamentare il trasferimento di colleghi evocando ‘il dovuto rispetto umano e professionale’, senza tener conto del contesto che le giustifica (il rafforzamento di una redazione importante che sopporta crescenti carichi di lavoro dall’inizio della pandemia e la natura provvisoria degli stessi trasferimenti) e delle condizioni soggettive dei singoli colleghi (tra questi c’è chi mi ha ringraziato e chi ha ottenuto una promozione) è puro e corrivo pretesto”.

Cdr: “Non riteniamo ‘corrivo pretesto’ il richiamo al rispetto umano e professionale dei colleghi, anzi”.

Giannini: “E tralascio le contestazioni sui ‘colleghi in distacco’ (come se fossero corpi estranei e non parte integrante del nostro gruppo)…”.

Cdr: “Sono ovviamente nostri colleghi a pieno titolo (appartengono al Gruppo Gedi) e professionisti stimati. Il loro inserimento nella pianta organica de La Stampa (giornale in solidarietà con oltre 30 esuberi) o il distacco di alcuni nostri colleghi in altre società del gruppo avrebbe però dovuto essere comunicato preventivamente al Cdr, nel rispetto dell’articolo 34 del Contratto nazionale di lavoro”.

Visione generale – Giannini: “A me pare che, nella vostra analisi sulle ultime scelte organizzative, manchi del tutto la visione generale. Su due versanti essenziali. Il primo versante è l’emergenza della fase: abbiamo la necessità di supportare in ogni modo il lavoro dei colleghi sui quali grava il maggior onere produttivo. Questa dimensione solidale, nei vostri comunicati, è del tutto assente. Il secondo versante è l’influenza del brand: abbiamo la necessità di supportare le nuove iniziative. In questo caso cerchiamo di farlo limitando i carichi di lavoro per le redazioni che già ne sopportano, ricorrendo a forme di sinergia con colleghi che operano in altre divisioni del gruppo”.

Cdr: “Al direttore ricordiamo lo sforzo fatto dalla redazione per farsi carico di ulteriori mesi di Cassa Integrazione, al termine di un anno di Solidarietà. La dimensione solidale è arrivata dal Cdr che ha trattato in tre soli incontri con l’Azienda – cui il direttore non ha mai partecipato – un accordo che potesse migliorare le condizioni dei colleghi in primis, e della Direzione nell’organizzazione del lavoro. Di questo accordo non abbiamo mai potuto parlare con il Direttore”.

Trasferimenti e protesti – Giannini:”Quando mi sono insediato, vigeva uno stato di crisi e pendeva una trattativa con l’Azienda e con la Direzione, bloccata su tre punti fondamentali. Il primo: l’introduzione di due turni giornalieri di lavoro, con una pausa di 1 ora giudicata inaccettabile dal Cdr. Il secondo: il trasferimento dalla redazione di Roma a quella di Torino di 7 colleghi, indipendentemente dal loro consenso, contestata dal Cdr. Il terzo: la regolarizzazione, ad accordo eventualmente firmato, di almeno uno dei casi di precariato esistenti nel giornale, richiesta espressamente dal Cdr. Dopo circa tre settimane di trattativa, l’accordo con l’Azienda è stato siglato. E per la parte che riguarda la Direzione, ciascuna delle tre suddette richieste è stata soddisfatta”.

Cdr: “Diamo atto e ringraziamo per l’ennesima volta il Direttore di questo importante risultato. Ricordiamo anche la massiccia mobilitazione dell’intero corpo redazionale (sciopero delle firme e due giornate di astensione dal lavoro) quando alla Direzione c’era Maurizio Molinari, responsabile del trasferimento poi congelato da Giannini”.

Ordini di servizio – Giannini: “In un anno ho diffuso quattro ordini di servizio di tipo ‘funzionale’. Nella fase più difficile per la vita dei giornali, ho attribuito 8 incarichi di responsabilità nei ripristinati settori, e ho firmato 14 promozioni di altrettanti colleghi. Più di una promozione al mese”.

Cdr: “Ne prendiamo atto, erano atti doverosi per migliorare il funzionamento del giornale”.

Giannini: “In un anno, di nuovo il più drammatico per il nostro settore, sul digitale abbiamo ‘compartecipato’ insieme ai colleghi di Repubblica al lancio dei content hub Salute, Green&Blu, ModaeBeauty, e abbiamo assunto la gestione diretta qui a Torino de ilGusto (iniziative, per altro, delle quali il Cdr è stato sempre puntualmente e preventivamente informato, come dimostrano gli ordini di servizio del 1° settembre 2020 e del 10 marzo 2021). Sul ‘tradizionale’, abbiamo rilanciato il settimanale Specchio e lanciato il mensile Nord-Ovest Economia”.

Cdr: “La partenza de ilGusto l’abbiamo appresa da un’inserzione pubblicitaria che indicava un collega della Stampa quale responsabile del nuovo Hub Gedi. Il mensile Specchio è stato annunciato al Cdr a ridosso della sua prima dalla sua uscita in edicola. La partenza del mensile Nord-Ovest Economia è stata annunciata al Cdr da una pubblicità pubblicata nel nostro giornale”.

Perdite ridotte – Giannini: “In un anno, sul digitale, siamo cresciuti del 24% come traffico e del 190% come abbonamenti. Sul ‘tradizionale’ abbiamo ridotto fortemente le perdite su tutti i segmenti, specialmente su quello nazionale, dove siamo passati dal -30% al -10%. Nell’ultima domenica di questo mese, le vendite del quotidiano, con l’abbinamento di Specchio in sovrapprezzo, segnalano il segno più. Probabilmente (ma forse comprensibilmente) vi manca l’esatta percezione di quello che il brand La Stampa rappresenta oggi nel discorso pubblico”.

Cdr: “Ben lieti se il direttore vorrà spiegarci ciò che sfugge ‘comprensibilmente’ al Cdr. Compresi i segnali positivi che, se confermati, dovrebbero a questo punto archiviare la stagione dei pesanti tagli stipendiali”.

Passione e stanchezza – Giannini: “Si tranciano giudizi grossolani, che paiono tagliati da chi sembra non conoscere fino in fondo il lavoro, l’orgoglio e la passione con cui i colleghi presenti qui in sede si spendono ogni giorno al mio fianco. Solo questa abbagliante ‘distopia’, a mio parere, rende possibile che scriviate di ‘una redazione sempre più stanca, demotivata, fiaccata dai tagli stipendiali e sostanzialmente inascoltata dalla direzione’. La mia esperienza quotidiana, pur nella dura fatica condivisa, dice tutto il contrario”.

Cdr: “Conoscenza del lavoro, orgoglio, passione sono il patrimonio di tutti i giornalisti della Stampa, non solo di quelli che lavorano ‘presenti qui in sede che si spendono al mio fianco’, come scrive Giannini. Tra essi anche i colleghi di tutte le redazioni e di tutti i settori che da oltre un anno, spesso a proprie spese, sono stati costretti (o lo sono tutt’ora) a lavorare da casa a causa della pandemia. Anche quelli contagiati dal virus in servizio”.

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