La Web tax si pagherà in base alla geolocalizzazione

0
207

Sarà la geolocalizzazione di smartphone, tablet e altri device a determinare chi e quanto dovrà pagare la Digital service tax, l’imposta italiana sui servizi digitali, contenuta nella legge di bilancio 2020. È questo il criterio per l’applicazione di quella che è stata già ribattezzata “web tax”, il cui schema di provvedimento è stato presentato in una consultazione pubblica dal direttore dell’Agenzia delle entrate il 16 dicembre scorso.

In poche parole, secondo il provvedimento attuativo, i ricavi digitali diventerebbero imponibili quando “il servizio digitale è fruito da utenti mediante l’utilizzo di un dispositivo localizzato nel territorio nello Stato”, valendo a tali fini “l’indirizzo di protocollo internet (IP) del dispositivo stesso o, in mancanza, un altro metodo di geolocalizzazione”.

I servizi digitali tassati saranno riconducibili a tre categorie: le prestazioni pubblicitarie, le meno difficili da individuare nei loro contenuti; le prestazioni di accesso a un circuito digitale o “interfaccia digitale multilaterale”, tra cui rientrano i social network ed, infine, le prestazioni di trasmissione dei dati, in sostanza la cessione, dietro corrispettivo, di quelli che sono definiti big data.

Come riporta ItaliaOggi saranno escluse dalla tassazione la fornitura diretta di beni e servizi nell’ambito di un servizio di intermediazione digitale e la fornitura di beni o servizi ordinati attraverso il sito web del fornitore (e-retailing).

L’imposta, che non sarà comunque di facile quantificazione, sarà determinata applicando l’aliquota prevista (3%) ai ricavi imponibili realizzati nell’anno solare. Elemento chiave ai fini della determinazione della base imponibile, scrivono Francesco Spurio e Vincenzo Zurzolo nel pezzo su Italia Oggi, è la percentuale rappresentativa dei servizi digitali relativa al territorio dello Stato.

A dover pagare l’imposta saranno, “i soggetti esercenti attività d’impresa che, nel corso dell’anno solare precedente realizzano I) a livello mondiale, singolarmente o a livello di gruppo, ricavi non inferiori a euro 750 milioni; e II) nel territorio dello Stato, ricavi da servizi digitali non inferiori a euro 5,5 milioni.

Approfondimenti