Laganà: Manovra è “incostituzionale” su importo ed extragettito canone Rai

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Il grido d’allarme dell’ad Fabrizio Salini sull’insufficienza delle risorse Rai necessarie a rispettare il contratto di servizio diventa una battaglia legale. Ad intraprenderla il consigliere Rai Riccardo Laganà. In particolare – come il rappresentante in cda dei dipendenti Rai spiega in un post su Facebook – nel mirino c’è la manovra finanziaria in questi giorni al vaglio del Parlamento. Manovra che “rende definitiva sia la riduzione del canone di abbonamento a 90 euro sia la destinazione dell’extra-gettito ad altri soggetti diversi dalla Rai, stabilizzando la cronica insufficienza di risorse economiche ad un livello del tutto non compatibile con l’adempimento della mission di servizio pubblico recentemente prescritta dalla Convenzione di concessione e dettagliata negli obblighi specifici del Contratto di servizio 2018/2022”.

Laganà propone in particolare ai colleghi consiglieri di impugnare, in quanto incostituzionali, due commi della manovra: “Il primo comma dell’art. 14 e’ incostituzionale per violazione dell’art. 81, comma 3, Cost.: ‘Ogni legge che importi nuovi o maggiori oneri provvede ai mezzi per farvi fronte’; per violazione dell’art. 81, comma 4, Cost. ‘Le Camere ogni anno approvano con legge il bilancio e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo’; il secondo comma dell’art. 14 e’ incostituzionale per violazione dell’art. 53 Cost. e del principio del divieto di doppia imposizione (ne bis in idem) sulla medesima capacità contributiva in relazione al medesimo presupposto di imposta; per violazione dell’art. 81, ultimo comma, Cost.”

“Illegittimo – spiega ancora Laganà – si mostra rendere definitivo retroattivamente il canone a 90 euro, quando invece il potere di determinare il bilancio è stabilito anno per anno. La destinazione del cd extra-gettito ad altri soggetti diversi dalla Rai comporterebbe la violazione del divieto di doppia imposizione, poiché si finanzierebbe con la imposta speciale sul canone radiotelevisivo spese generali già coperte dalla fiscalità generale. In ultimo, illegittima sarebbe la destinazione dell’extra-gettito in base alla discrezionalità del potere esecutivo sulle cd amministrazioni, laddove la legge ha sottratto la Rai all’elenco Istat delle società partecipate che contribuiscono alla formazione del bilancio consolidato, escludendo che tale discrezionalità possa essere esercitata”.

“Si propone quindi, in prevenzione, essendo da un lato la norma ancora in discussione, manifestandosi dall’altro intenzioni delle parti politiche ad una modifica del cd extra-gettito in favore Rai, di rappresentare in ogni sede ed attraverso i canali istituzionali – conclude Laganà – i segnati profili di criticità del testo presentato alle Camere, al fine di sollecitare interventi emendativi che riconducano la norma a legittimità costituzionale e scongiurino da parte di qualsiasi interessato di sollevare questioni di incostituzionalità a seguito della eventuale approvazione della disposizione nel testo al momento censurato”.