Le chat vocali sbarcano anche su Telegram. E il fondatore Durov: cresciamo, non vendiamo e non cambiamo linea

0
376

Il servizio di messaggistica Telegram, che nell’anno del lockdown è fra le 10 app più scaricate dagli utenti, con oltre un milione di nuovi utenti al giorno e più di 400 milioni di utilizzatori mensili, sta rilasciando una serie di aggiornamenti in tempo per il Capodanno in pieno distanziamento.

La feature più rilevante, come riporta Michele Ragone su TecnoAndroid, è la “chat vocale”, una opzione che ricorda “Spaces” appena lanciato da Twitter: i partecipanti ad una chat di gruppo potranno partecipare ad una conversazione vocale tramite una “conference-call” sempre attiva. Telegram presenta così l’aggiornamento sul proprio blog: “Ogni gruppo Telegram ora può diventare una chat room vocale sempre attiva. Le chat vocali sono parallele alla comunicazione con testi e media, ed estendono le funzionalità del gruppo aggiungendo uno strato vivo alla discussione. Possono essere usate come uffici virtuali per i team di lavoro o come lounge informali per qualsiasi comunità.”

I gruppi con chat vocali attive presentano una barra di stato fissata in alto che permette di vedere chi sta parlando, così da facilitare la scelta di unirsi o meno alla conversazione. La chat vocale resterà attiva anche qualora l’utente esca dal gruppo per spostarsi all’interno dell’app per leggere (o scrivere) altri messaggi. Android ha una funzione in più, cioè la possibilità di un widget flottante che mostra i controlli del microfono e i dati di chi sta parlando, anche quando Telegram è attivo in background. Funzionano anche nella versione desktop, sia per Windows che per macOS.

Le chat vocali possono ospitare, da quanto riporta Telegram sul proprio blog, alcune migliaia di partecipanti: funzionano quindi sia per le conversazioni di famiglia “a distanza”, sia per ospitare grandi eventi live. Già annunciata la release di nuove features per le chat vocali, come i video e la condivisione dello schermo.

Gli altri aggiornamenti rilasciati con il 12° update del 2020 permettono di spostare i dati delle conversazioni Telegram dalla memoria interna alla scheda SD eventualmente inserita nel proprio smartphone, per ridurre al minimo lo spazio occupato dall’app sul dispositivo. Vi sono poi nuove features per gli stickers (animazioni a 180 frame con contorno scintillante dell’anteprima), nuove animazioni per l’app (nuovi messaggi, apertura profili, gestione chat e contatori dei messaggi), miglioramento dell’editing dei contenuti multimediali sia su Android che su iOS, possibilità di far leggere a Siri i messaggi (solo per utenti iOS) e una carica di nuove emoji.

Probabilmente, però, la novità più rilevante è il messaggio programmatico del fondatore di Telegram, Pavel Durov, che ne approfitta per togliersi qualche sassolino dalle scarpe: “Mentre Telegram si avvicina al raggiungimento dei 500 milioni di utenti attivi al mese, molti di voi stanno ponendo la stessa domanda: chi pagherà per supportare questa crescita? Dopotutto, più utenti significano più spese per traffico e server. Un progetto di queste dimensioni necessita di almeno qualche centinaio di milione di dollari l’anno per continuare a funzionare.

Per la maggior parte della storia di Telegram, ho pagato le spese dell’azienda dai miei risparmi personali. Tuttavia, con l’attuale tasso di crescita Telegram è destinato a raggiungere miliardi di utenti e avrà bisogno di fondi adeguati. Quando un progetto tecnologico raggiunge queste dimensioni, ci sono di solito solo due opzioni: iniziare a guadagnare per coprire i costi, oppure vendere l’azienda.

Da qui la domanda: quale strada sceglierà Telegram? Vorrei condividere alcuni punti per chiarire il nostro percorso:

  • Non venderemo l’azienda, come invece fecero i fondatori di Whatsapp. Il mondo ha bisogno che Telegram resti indipendente, come luogo in cui gli utenti vengano rispettati e venga garantita l’alta qualità del servizio. Telegram dovrà continuare a servire il mondo come azienda tech impegnata in senso di perfezione e integrità. E, come i tristi esempi dei nostri predecessori dimostrano, è impossibile farlo quando si è parte di una corporation.
  • Telegram è qui per restare a lungo. Abbiamo iniziato a sviluppare la nostra app per uso personale 8 anni fa e abbiamo fatto molta strada da allora. Nel farlo, Telegram ha cambiato in molti modi il modo in cui le persone comunicano fra loro – crittografia, funzionalità, semplicità, design, velocità. Il viaggio è appena iniziato. C’è ancora molto che possiamo- e vogliamo – portare nel mondo.
  • Per rendere possibili i punti 1 e 2, Telegram inizierà a generare introiti a partire dal prossimo anno. Lo faremo nel rispetto dei nostri valori, e degli impegni presi negli ultimi 7 anni. Grazie alle dimensioni che abbiamo raggiunto oggi, sarà possibile farlo in modo non intrusivo. Molti utenti non noteranno quasi il cambiamento.
  • Tutte le features attualmente gratuite continueranno ad esserlo. Aggiungeremo nuove features per team business o “power users”. Alcune di queste features richiederanno più risorse e le spese verranno sostenute da questi utenti premium. Gli utenti normali di Telegram continueranno a fruire dell’app gratuitamente, per sempre.
  • Tutte le parti di Telegram dedicate ai messaggi resteranno prive di annunci pubblicitari. Crediamo che mostrare inserzioni nelle conversazioni private fra due utenti o in chat di gruppo sia una pessima idea. La comunicazione fra le persone dovrebbe essere libera da pubblicità d’ogni tipo.
  • Oltre alla dimensione di messaggistica, Telegram ha una dimensione da social network. I nostri canali pubblici possono avere milioni di iscritti ciascuno e sono più simili al feed di Twitter. In molti mercati i proprietari di questi canali mostrano ai propri iscritti delle inserzioni per vendere dei prodotti, e a volte usano piattaforme di terze parti. Le inserzioni che mostrano sembrano messaggi normali e spesso sono intrusive. Cercheremo di risolvere questo problema introducendo la nostra piattaforma pubblicitaria per i canali pubblici – una piattaforma semplice da usare, che rispetta la privacy e ci permetterà di coprire i costi di server e traffico.
  • Se Telegram inizierà a guadagnare, anche la community ne trarrà beneficio. Ad esempio, se monetizziamo dai grandi canali uno-a-molti attraverso la piattaforma pubblicitaria, i proprietari di questi canali riceveranno traffico gratuito in proporzione alla dimensione del canale. Oppure, se Telegram introdurrà stickers premium con caratteristiche espressive aggiuntive, anche gli artisti che disegnano questo tipo di sticker vedranno parte degli introiti. Desideriamo che i milioni di creatori di Telegram e le piccole aziende prosperino, arricchendo l’esperienza di tutti i nostri utenti.

Questa è la strada scelta da Telegram.

Ci permetterà di continuare ad innovare e crescere per altri decenni a venire. Saremo in grado di lanciare innumerevoli features e dare il benvenuto a miliardi di nuovi utenti. E mentre lo faremo, resteremo indipendenti e fedeli ai nostri valori, ridefinendo come una azienda tech dovrebbe operare.”