Le edicole chiudono? A Milano sono rinate in Ape car ed ora il progetto si allarga

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L'edicola mobile - Foto da profilo Facebook Edicole Quisco - https://www.facebook.com/edicolequisco

Gli italiani, si sa, sono un popolo creativo e nei momenti di difficoltà riescono spesso a trovare soluzioni innovative. Un esempio è sicuramente rappresentato da Andrea Carvini, un imprenditore milanese che per risolvere il problema del calo degli introiti delle edicole, ormai un anno fa si è inventato la prima edicola mobile.

Il calo continuo e costante delle vendite dei giornali cartacei, unito alla liberalizzazione delle vendite anche a bar, supermercati e pompe di benzina introdotto dalla riforma Bersani di fine anni novanta, ha portato molte edicole a chiudere, tanto che, secondo gli ultimi dati diffusi dalla Federazione dei giornali, oggi le edicole “non sarebbero più di 11 mila” in tutta Italia. Ma la causa principale delle chiusure sono soprattutto i costi di gestione delle strutture, spesso troppo alti in rapporto ai minori incassi.

Da questa considerazione deve essere partito Carvini, già direttore di due Feltrinelli milanesi negli anni 90 e fondatore delle librerie Ubik, quando a inizio 2020 ha ideato l’edicola mobile in Ape Car. Ha dato vita ad Edicole Quisco ed ha iniziato la sua “battaglia” per riportare la carta stampata nelle case degli italiani. E lo ha fatto nel vero senso della parola, spostandosi con la sua Ape soprattutto nelle zone periferiche della città, ma anche nelle vicinanze delle scuole e nei quartieri centrali. In generale l’Ape di Carvini, che ha ottenuto anche la sponsorizzazione della Panini, si posiziona dove negli anni i chioschi hanno chiuso i battenti, sostituendoli e riportando i giornali dove non ci sono più.

Così gli amanti del giornale tradizionale trovano ogni settimana un calendario delle tappe dove poter vedere la buffa Ape arrivare. Il viaggio viene documentato quotidianamente anche sulla pagina facebook di Quisco, dove il tragitto giornaliero viene raccontato anche attraverso le foto ed i consigli su nuove possibili fermate inviati dai cittadini usando l’hashtag #edicolamobile.

Il viaggio parte dal capolinea in Viale Plinio, dove si trova l’edicola fissa di Carvini che gli permette di avere la licenza e dove arrivano tutte le copie di giornali e riviste. In questo modo le vendite, assicura, sono buone. Ed il risparmio sui costi fissi è evidente: non c’è Tari, Tasi, non c’è costo di occupazione di suolo pubblico e nemmeno utenze. E anche la legge è dalla sua parte: una norma di inizio anni 2000 permette questa nuova attività, a patto che siano rispettate alcune condizioni, come la presenza di un distributore locale. Unica restrizione: che venga rispettata una distanza minima di 200 metri dalle edicole ancora aperte, per una questione di concorrenza.

Il progetto nato come un esperimento in una notte d’estate, in un anno di vita ha ottenuto un buon successo ed ora l’obiettivo di Carvini è di triplicare la flotta e portarla oltre i confini milanesi. Intervistato dall’Agi l’imprenditore ha raccontato che, all’Ape-edicola che da un anno viaggia per le vie di Milano senza sosta, presto se ne aggiungerà un’altra a Varese e, poco dopo, una terza, ancora a Milano. Insomma un successo di clienti e fatturato che ridà un po’ di speranza a chi ama il giornale tradizionale e che dimostra come questi non siano morti ma basta a trovare “il format” giusto.