Le elezioni Usa ricordano a Netflix che ha bisogno di “Direct”

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ROME, ITALY - OCTOBER 08: Reed Hastings attends the Netflix & Mediaset Partnership Announcement, Rome, 8th October 2019. (Photo by Ernesto S. Ruscio/Getty Images / Netflix)

L’Election week americano – con milioni di utenti che alle prese col Biden vs Trump hanno snobbato Netflix preferendo i siti d’informazione, i grandi network tv e i commenti sui social – ha confermato a Reed Hastings che alla sua creatura per crescere ancora manca qualcosa: la diretta. Non basta più la library sconfinata di film, serie tv, documentari e format d’intrattenimento. Ora gli utenti in quel campo hanno veramente l’imbarazzo della scelta. Bisogna fare qualcosa in più… Stare sul pezzo e carpire l’attenzione degli spettatori stando sull’attualità con un’offerta fresca, imprevedibile, creativa e capace di emozionare. Ecco dunque che Netflix innova la sua offerta e lo fa volgendo lo sguardo verso il passato: i canali lineari. Quelli con il palinsesto per intenderci.

Sta accadendo in Francia – scelto come Paese pilota dopo uno studio sulla tipologia di pubblico – dove dal 5 novembre (ma a pieno regime da dicembre 2020) la piattaforma americana ha lanciato “Direct”. Per ora è solo un canale che trasmetterà la programmazione che ottiene maggior successo, quindi tutti i titoli con più visualizzazioni in Francia, in Europa e nel mondo. Insomma, il meglio di… Ma in molti sono pronti a scommettere che questo sarà il preludio all’offerta di eventi in diretta, a partire dal grande sport e dall’attualità. Una scelta che farà piacere a quel pubblico un po’ avanti negli anni, che non gradisce scartabellare nella library e che preferisce che a scegliere (e a sorprendere) sia il broadcaster. E una scelta che secondo qualcuno – ma questo non è una buona notizia – è il preludio anche allo sbarco della pubblicità sulla piattaforma streaming a pagamento. Vedremo…

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