Lesioni e stalking alla ex. Enrico Varriale a processo con rito immediato

0
229
Enrico Varriale Rai Sport. Foto da streaming

Enrico Varriale andrà direttamente a giudizio per le accuse di lesioni e stalking rivoltegli dalla ex compagna. La pm che si sta occupando del caso, Gabriella Fazi, ha chiesto e ottenuto il processo con rito immediato, vale a dire senza passare per l’udienza preliminare. Così l’ex vicedirettore di Raisport sarà chiamato a difendersi in aula il prossimo 18 Gennaio.

Prove schiaccianti o prassi? – Secondo quando riporta “La Repubblica” la richiesta dei magistrati di saltare l’udienza preliminare sarebbe dovuta alle prove schiaccianti contro il giornalista Rai. Una eventualità smentita dall’avvocato difensore Fabio Lattanzi secondo cui, a carico di Varriale non ci sarebbe, “nessuna prova schiacciante”. “La procura – ha spiegato Lattanzi – ha ottenuto il giudizio immediato come in tutti i processi che hanno ad oggetto lo stalking. Siamo confidenti di vedere riconosciuta l’innocenza del Varriale e di chiudere definitivamente questa brutta storia”.

La ricostruzione dei magistrati – I reati contestati al giornalista sono pesanti. “Molestava e minacciava la compagna”, scrivono i magistrati negli atti che dispongono il giudizio immediato riportati da Repubblica. Una relazione tribolata iniziata ad Ottobre 2020 ed esplosa ad Agosto scorso quando, in un periodo di forte stress, il giornalista “durante un alterco per motivi di gelosia, la sbatteva violentemente al muro – si legge nel decreto che dispone il giudizio immediato – scuotendole e percuotendole le braccia, sferrandole violentemente dei calci”. La donna avrebbe cercato di rientrare in possesso del suo cellulare, ma Varriale “la afferrava al collo con una mano”, scrive il giudice Monica Ciancio.

Un brutto episodio che aveva portato alla decisione della donna di troncare la relazione. Una scelta che il giornalista non avrebbe accettato e che lo avrebbe portato a cercare “ossessivamente di entrare in contatto” con lei chiamandola, inviandole messaggi e citofonandole. Il tutto contornato da insulti sessisti e minacce di far perdere alla donna una collaborazione giornalistica.

Un comportamento che, il 27 settembre scorso, aveva indotto il gip Monica Ciancio a disporre nei suoi confronti la misura cautelare del “divieto di avvicinamento a meno di 300 metri dai luoghi frequentati dalla persona offesa”, oltre alla duplice prescrizione di “non comunicare con lei” neppure “per interposta persona”.

Ora per Varriale c’è la possibilità di difendersi in aula, nel processo che stabilirà come sono andate effettivamente le cose.

Approfondimenti