L’Essenziale racconta l’Italia (su carta): temi di sinistra e pochissime firme

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Immagine della campagna pubblicitaria de L'Essenziale creata dall'agenzia Yes I Am

di Andrea Garibaldi da Professionereporter.eu La testata può dare adito a due interpretazioni. La prima, un po’ spavalda: questo giornale è “L’Essenziale”. La seconda, più di servizio: vi selezioniamo noi “L’Essenziale “.

La notizia è, in ogni caso, buona: è uscito il 6 novembre un nuovo settimanale di carta e, con Tpi, nel giro di un mese e mezzo, sono già due.

Incoscienza, fiducia nelle forme del passato, fine della sbornia digitale? Vedremo.

Casa madre – Fatto salvo che qualsiasi nuovo giornale ha bisogno di un po’ di numeri di assestamento, possiamo segnalare alcune prime -personali- impressioni. L’Essenziale ricorda in qualche misura Domani: grafica sobria, pochi articoli, approfondimenti. La casa madre è Internazionale, il settimanale -elegante, utilissimo- che da 29 anni traduce e impagina i migliori reportage e articoli di tutto il mondo. Qui, invece, è materiale originale, “tutto ciò che c’è da sapere sull’Italia negli ultimi sette giorni, senza dare nulla per scontato”.

Apertura su “chi frena la rivoluzione verde in Italia”. Un reportage sulla rotta dei migranti che, dalla Turchia, trafficanti ucraini portano a sbarcare in Calabria, davanti a Isola Capo Rizzuto. Un pezzo sugli asili nido “che sono sempre un buon investimento, perché riducono il rischio di esclusione sociale e di abbandono scolastico e sono fondamentali per l’occupazione femminile”. Poi, l’autunno dei licenziamenti, i 4 milioni di lavoratori che ancora sono in smart working, i volti nuovi emersi dalle ultime elezioni amministrative. Il quartino centrale è una prestigiosa storia a puntate di Zerocalcare, “Dubbi confusi su un presente lacerato”.

A pranzo con – Due euro e cinquanta, ventotto pagine. Divise in sezioni, molte classiche: Primo piano, Politica, Economia e lavoro, Ambiente, Scuola e università, Cultura, Opinioni. Altre innovative: Città, A pranzo con, Viaggi.

Nell’intero fascicolo, soltanto tre firme, in neretto, in fondo agli articoli, molto low profile (quasi stile Economist). Più una quarta firma, quella del direttore Giovanni De Mauro (lo stesso di Internazionale), che risponde a una lettera e spiega l’impresa: L’Essenziale metterà “l’accento su alcune questioni centrali, denuncia delle disuguaglianze, effetti della crisi climatica, battaglie per il lavoro, scuola e l’università, vita delle città, questioni di genere, diritti civili e sociali”. Tutti temi “di sinistra”, a proposito della presunta scomparsa di queste categorie politiche. De Mauro spera che L’Essenziale e Internazionale “possano completarsi a vicenda”, l’uno sull’Italia, l’altro sul mondo.

Pubblicità? Solo due pagine, entrambe comprate da Enel. Che senza timori viene criticata, a proposito della centrale a carbone di Civitavecchia, nell’articolo di apertura sui frenatori della rivoluzione verde.

Nella zona della gerenza viene indicato un indirizzo mail per gli errori da segnalare: correzioni@essenziale.it.