L’estate d’oro dello sport italiano. Tre mesi di trionfi e grandi eventi televisivi

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Pallavolo. Foto dalla pagina Instagram della Federazione italiana

I titoli europei conquistati in sequenza dalla nazionale femminile e maschile di pallavolo sono solo gli ultimi di una lunghissima serie di trionfi azzurri che hanno caratterizzato l’estate 2021. Si è partiti dalla vittoria degli Europei di calcio e dalla miracolosa qualificazione alle Olimpiadi della nazionale di basket, per arrivare al record di medaglie olimpiche frantumato proprio in quel di Tokyo ed impreziosito dallo storico oro di Marcell Jacobs nei 100 metri, di Gianmarco Tamberi nel salto in alto e di Tortu, Patta, Desalu e lo stesso Jacobs nella 4X100. Il ciclismo ha prodotto invece il titolo mondiale a cronometro di Filippo Ganna e quello europeo in linea di Sonny Colbrelli, mentre il tennis ha risposto con la storica finale di Wimbledon raggiunta da Matteo Berrettini (primo italiano di sempre) e il trionfo di Camila Giorgi nel prestigioso torneo di Montreal, prima italiana a vincerlo. A fare la voce grossa anche la spedizione azzurra alle Paralimpiadi, con,  tanto per cambiare, il bottino record di 69 medaglie conquistate, di cui 14 d’oro.

Un’ interminabile festa tricolore che gli italiani hanno vissuto davanti al televisore, regalando alle varie reti, pubbliche e private, numeri sensazionali in quanto ad ascolti e share. L’evento di gran lunga più visto è stato ovviamente l’atto finale degli Europei di calcio tra Italia ed Inghilterra, che su Rai1 è stato seguito da più di 18 milioni di telespettatori, con lo stratosferico share del 73,7%, cifra da epoca del duopolio Rai-Mediaset. Non ha certamente sfigurato Sky, comproprietaria dei diritti della competizione, che è riuscita comunque a raccogliere 2 milioni 400mila spettatori con il 9,9% di share. Una manciata di ore prima, a pochi chilometri di distanza da Wembley, sul centrale di Wimbledon Matteo Berrettini si arrendeva a testa altissima all’alieno Novak Djokovic. L’incontro ha fatto registrare 1 milione 500mila spettatori (11% di share) su Sky Sport e 3 milioni 200mila spettatori (23% di share) in chiaro su TV8, cifre astronomiche in relazione ai normali ascolti che il tennis raccoglie in Italia.

Quindi si passa al capitolo Tokyo. Qui i diritti televisivi erano in mano a Discovery e Rai, con la prima che aveva però a disposizione la totalità delle gare (da proporre in contemporanea su una moltitudine di canali), mentre la seconda doveva “accontentarsi” di una selezione di eventi da trasmettere in sequenza su un solo canale. In questo caso la gara più seguita è stata quella di Jabobs, la cui cavalcata trionfale ha tenuto incollati su Rai2 ben 6 milioni 900mila telespettatori con il 46,2% di share. Quasi in fotocopia Tamberi, la cui finale di salto in alto (terminata pochissimi minuti prima) ha toccato quota 6 milioni 605mila con il 44,2% di share. E a far sorridere ulteriormente Viale Mazzini ci hanno pensato anche le due nazionali di volley, con le rispettive finali europee (entrambe su Rai3) vinte contro pronostico. Quella femminile ha raggiunto 2 milioni 600mila spettatori, pari al 14,9% di share, quella maschile addirittura 3 milioni 400mila con il 15,84% di share.

Sarebbe interessante ora chiedersi se questa autentica maratona di vittorie tricolore possa portare degli effetti benefici a medio e lungo termine. Se ad esempio si investirà maggiormente sulla realizzazione di nuove strutture sportive, che in moltissime città scarseggiano oppure sono semplicemente vecchie e mal tenute, a causa di mancate risorse economiche e lentezze burocratiche esasperanti. Poi, considerata la buona attenzione che Servizio Pubblico e pay tv stanno riservando agli sport cosiddetti “minori”, è lecito chiedersi se un’esposizione televisiva maggiore possa indurre una percentuale maggiore di bambini e ragazzi ad appassionarsi a discipline diverse dal calcio, che nel corso degli ultimi anni sembrava (e in molti casi sembra ancora) aver monopolizzato l’attenzione dei media a scapito di tutti gli altri sport. Cercando di guardare la situazione anche da un altro lato, ci si potrebbe però al contempo domandare: se non fossero arrivate tutti questi successi, e se tutte quelle medaglie d’oro fossero state d’argento, sui media generalisti si sarebbe comunque parlato così tanto di pallavolo, di basket, di tennis o di atletica? Probabilmente no. Ma tant’è che le vittorie sono arrivate, quindi tanto vale fare in modo che questa estate d’oro possa essere un nuovo punto di partenza per la crescita di tutto il movimento dello sport italiano.