L’inciampo processuale nel concorso Rai finisce in cda

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È attesa a giorni la decisione del Tribunale del lavoro di Roma sul concorso Rai (3.722 candidati) per la selezione di 90 giornalisti professionisti da assegnare alla Testata giornalistica regionale. Il giudice Anna Maria Lionetti è stata chiamata a pronunciarsi su due diversi ricorsi cautelari presentati dal “Comitato per l’Informazione pubblica”, fondato da oltre 100 giornalisti risultati idonei alla selezione Rai 2015. Assistiti dall’avvocato Enzo Iacovino, nel primo ricorso rivendicano un diritto di precedenza nell’assunzione rispetto ai 90 posti messi a concorso. Nel secondo evidenziano illegittimità del bando chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare.

LAGANA’ VUOL SAPERE – Nel frattempo dell’argomento si dovrà occupare anche il cda Rai. Come rivelato da Lo Specialista, infatti, nell’udienza del 4 dicembre scorso gli avvocati della Rai non si sono costituiti in giudizio nel secondo dei procedimenti cautelari, quello riguardante l’illegittimità del concorso. Circostanza sulla quale vuole far luce il consigliere Riccardo Laganà. Come riferisce la Repubblica ha scritto al presidente dell’azienda Marcello Foa, all’amministratore delegato Fabrizio Salini e al direttore generale Alberto Matassino. E vuole sapere se “il collegio difensivo fosse composto anche da rappresentanti interni della Direzione Affari legali e della Direzione Risorse Umane”; e quali siano “le ragioni per cui si sarebbe incorso nella mancata costituzione in giudizio”.

E VERNA S’ACCONTENTA – Chi invece delle contestazione del “Comitato idonei” non ne vuole sapere è l’Ordine dei giornalisti. In una precisazione al Quotidiano del sud, il presidente dell’Odg Carlo Verna sottolinea: “L’Ordine nazionale dei giornalisti è totalmente estraneo al giudizio, che si sta svolgendo dinanzi al Tribunale del lavoro di Roma, teso a ottenere il blocco del concorso per le assunzioni nelle redazioni della Tgr della Rai. L’unico atto compiuto dal Cnog è stata la richiesta inviata prima che fosse reso noto il bando all’azienda di servizio pubblico richiedendo l’ammissione anche di coloro che avendo superato l’esame di stato erano, per le più diverse ragioni, non iscritti all’elenco dei professionisti. Chiedere di consentire di coltivare un sogno per altre persone con le stesse abilità accertate sarebbe stato incompatibile col cercare di bloccare quelli di una stragrande maggioranza di iscritti nell’elenco dei giornalisti professionisti”. Come dire, non è il migliore dei concorsi possibili, ma meglio di niente…

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