Lo storico ritorno de “Il pranzo è servito”. Da Mediaset a Rai e da Corrado ad Insinna

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Flavio Insinna, foto da streaming

Ebbene sì. A 28 anni di distanza dall’ultima puntata, Il pranzo è servito è pronto a tornare in televisione. La nuova edizione dello storico game show ideato dal grande Corrado, che lo condusse su Canale 5 dal 1982 al 1990 (prima di passare il testimone a Claudio Lippi e poi a Davide Mengacci), debutterà su Rai1 il 28 giugno. Al timone ci sarà Flavio Insinna, volto ormai collaudatissimo dei quiz di casa Rai, che si sposterà quindi dalla sua consueta fascia preserale a quella dell’ora di pranzo o poco dopo,  al termine del Tg1 delle 13.30. Il format prevedeva (e probabilmente prevederà ancora) la partecipazione di due concorrenti, che si sfidavano tra loro rispondendo a domande di vario genere poste dal conduttore e cimentandosi in bizzarri giochi. Il tutto, allo scopo di “conquistare” le portate del pranzo attraverso una ruota da girare, fino a completare l’intero menu e portarsi a casa il montepremi totalizzato nel corso della puntata.

Tuttavia, sebbene l’ossatura del programma dovrebbe rimanere simile a quella originale, nella versione targata Insinna ci saranno alcune evidenti novità, allo scopo di dare nuova linfa alla trasmissione e conferirgli un tocco più contemporaneo. Prima di tutto sarà accantonata la figura del “maggiordomo” (che negli anni di Corrado era interpretato da Vittorio Marsiglia), il quale sarà di fatto sostituito da due delle “professoresse” de L’Eredità. Poi, dovrebbe essere inserito uno spazio dedicato alla musica curato da Simone Jurgens, figlio dello Stefano Jurgens che ideò il format originale insieme a Corrado.

Detto ciò, quello de Il pranzo è servito è un ritorno che al momento sembra dividere il pubblico e la critica, tra chi è incuriosito nel rivedere in tv un programma che è stato così amato e chi, al contrario, storce il naso per via delle tante modifiche che sono state apportate, con il rischio di snaturare eccessivamente il format tradizionale. Certo, gran parte della forza del gioco stava proprio nel suo conduttore, Corrado, difficilmente eguagliabile da altri. Per questo, la scelta della Rai di affidare l’impresa ad Insinna va nel verso di offrire al pubblico un volto già molto familiare e, comunque, piuttosto apprezzato da una vasta platea di telespettatori.

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