Lodo Rcs-Blackstone. Sul contenzioso per Via Solferino “notizie fuovianti”

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L'immobile di Via solferino a Milano sede del Corriere della Sera - Foto da Wikimedia Commons

La disputa sulla vendita dell’immobile di Via solferino tiene ancora banco in casa Rcs. Dopo la chiusura del lodo arbitrale sulla vendita dell’immobile sede del Corriere della Sera, avvenuta nel 2013 al gruppo americano Blackstone, in cui il tribunale arbitrale ha riconosciuto il valore più alto dell’immobile rispetto al prezzo di vendita (33 milioni) ma allo stesso tempo non ha considerato “tale sproporzione di sufficiente rilevanza”, il gruppo guidato da Urbano Cairo è intervenuto con un comunicato in cui definisce le notizie di stampa pubblicate da alcune testate come “non corrette e/o fuorvianti”.

Secondo Rcs l’esito dell’arbitrato non avrà, come prospettato su alcuni organi di stampa, delle ricadute a suo carico “nei due giudizi promossi dall’acquirente del citato immobile e da taluni fondi Blackstone avanti la Supreme Court of the State of New York”.

Notizie che ventilavano la possibilità di un risarcimento mostre da 300 milioni che penderebbe sulla testa del gruppo editoriale e che ha causato il crollo in borsa sia del titolo Rcs che ieri ha perso il -6,79%, sia di Cairo Communication (-8,33%).

Per Rcs il lodo, sebbene non ha riconosciuto il risarcimento richiesto, ha confermato che la società non ha agito in modo scorretto e temerario. Andrà ora capito se Blackstone deciderà di proseguire il contenzioso di fronte al tribunale di New York, dove ha citato per danni Rcs, perché l’avvio del lodo arbitrale bloccò la cessione dell’immobile ad Allianz.

Peraltro è ancora da stabilire se il tribunale di New York sia competente, eccezione sollevata dai legali di Rcs. La società, si legge nel comunicato, “ritiene che detti giudizi – attualmente sospesi – siano proposti innanzi a un giudice privo di giurisdizione, e siano comunque infondati (peraltro, nei due giudizi pendenti a New York, uno contro RCS e l’altro contro il suo Presidente, il preteso danno non risulta neppure quantificato, oltre a non esservi alcuna base per duplicare il danno nei due giudizi)”.

“Il Lodo del 14 maggio 2021- continua Rcs – ha disposto la compensazione delle spese di lite e respinto le domande risarcitorie di controparte fondate su un preteso comportamento temerario e di mala fede di RCS. Questa decisione, incidendo sul merito, evidenzia l’infondatezza delle domande avversarie avanti la Supreme Court of the State of New York, basate su addebiti nei confronti di RCS già smentiti dal Lodo”.

In virtù di queste considerazioni, “la Società si riserva di adottare tutte le iniziative più opportune a tutela propria e del mercato”.

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