L’osservatore Romano compie 160 anni e guarda al progresso: la meditazione del Vangelo affidata alle donne

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Papa Francesco - Foto di Mikdev da Pixabay

Il giornale dei Papi, l’Osservatore Romano taglia il traguardo dei 160 anni di vita. II primo numero porta la data del primo luglio 1861, subito dopo la proclamazione del Regno d’Italia. Un traguardo importante per quello che resta il quotidiano più longevo tra quelli stampati nella città eterna.

Per festeggiare questo anniversario si è scomodato il Pontefice in persona che ha inviato un testo scritto di suo pugno, pubblicato sull’edizione odierna. “Lo leggo tutti i giorni – ha rivelato Papa Francesco – e quando non esce la domenica, mi manca qualcosa”. Una vera e propria passione per quello che Bergoglio ha definito nell’Angelus di martedì scorso, scherzosamente “il giornale di partito”. Un quotidiano che il Papa spesso ha invitato i giornalisti a leggere perché “è un giornale che offre chiavi interpretative e quello che io penso sta lì, in quelle pagine”.

Nonostante la sua lunga storia l’Osservatore Romano, guarda al futuro più che celebrare il suo passato. In questo senso vanno visti i cinque inserti speciali, che usciranno insieme al giornale dal 1 al 5 Luglio, che avranno ciascuno un articolo di un direttore di un grande giornale italiano o internazionale. Tutti proveranno a rispondere, ciascuno a modo suo, alla domanda: “se è vero che viviamo un ‘cambiamento d’epoca’, come sta mutando e come vogliamo che si trasformi il giornalismo? Può essere l’enciclica Fratelli tutti un’indicazione per la via di un ‘giornalismo di fratellanza’ come risposta alla crisi che l’irruzione della pandemia ha riproposto in modo drammatico e ineludibile?”. Daranno la loro risposta i direttori de El Pais, Le Monde, Avvenire, il Corriere della Sera e La Repubblica, ma anche quelli della Fohla de S.Paulo, Limes e altri. I numeri speciali sono solo la prima di una serie di iniziative in programma lungo tutto l’anno che prevedono altre edizioni inedite ed eventi.

La meditazione del Vangelo affidata alle donne – Altro segno del progresso è la sempre maggiore integrazione tra l’edizione cartacea e quella digitale in forte e promettente crescita, e la nuova “versione” grafica ma anche di contenuti, lanciata lo scorso 4 ottobre in occasione dell’uscita dell’enciclica “Fratelli tutti”. Ma soprattutto, il segno dei tempi che cambiano è rappresentato dalla rubrica “la buona notizia”, che da oggi per la prima volta vedrà affidare la meditazione settimanale del Vangelo della domenica, a cinque donne esperte di Bibbia e spiritualità, alcune delle quali già collaboratrici del mensile “Donne Chiesa Mondo”.

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