Lovers Film Festival, svelati i vincitori della 37esima edizione

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La locandina del 37simo Lovers film festival - Foto da ufficio stampa

Si è conclusa nella giornata del primo maggio la 37esima edizione del Lovers Film Festival, la kermesse cinematografica dedicata ai temi LGBTQI+, organizzata dal Museo Nazionale del Cinema di Torino e diretta da Vladimir Luxuria. Protagonisti anche quest’anno registi, attori e film capaci di raccontare ed interpretare in maniera efficace le tematiche inerenti alla diversità e ai diritti delle persone LGBTQI+.

Le diverse giurie della manifestazione hanno assegnato i relativi riconoscimenti alle migliori pellicole in concorso. A conquistare il premio Ottavio Mai per il miglior lungometraggio (assegnato dalla giuria presieduta da Franco Grillini e composta dagli studenti del DAMS di Torino) è Wildhood di Bretten Hannam. Il Premio per il miglior documentario (assegnato dalla giuria presieduta da Enzo Cucco e composta dagli studenti della Scuola Holden di Torino) va invece a Jimmy in Saigon di Peter McDowell, mentre il riconoscimento per il miglior cortometraggio (assegnato dalla giuria presieduta da Vanni Piccolo e composta dagli studenti del DAMS) viene conquistato da Tank Fairy di Erich Rettstadt, con menzione speciale per Pentola di Leo Černic.

Tra gli altri riconoscimenti il premio Torino Pride, conferito alla pellicola giudicata “più efficace nell’esprimere il passaggio di senso tra generazioni diverse, pronte ad accogliere le nuove istanze identitarie”. A conquistarlo è il docufilm Nelly & Nadine di Magnus Gertten. Premio Giò Stajano (assegnato dal comitato di selezione del Festival e da Willy Vaira) a Finlandia di Horacio Alcalà, con menzione speciale per Death and bowling di Lyle Kash, e premio Matthew Shepard (assegnato dalla giuria presieduta da Walter Ravello e composta da un gruppo di studenti tra i 18 e i 21 anni) ancora a Wildhood di Bretten Hannam.

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