Luigi Gubitosi (Tim): Massimo Sarmi nuovo presidente FiberCop

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L'ad di Telecom Italia, Luigi Gubitosi.

Non sarà certo il Covid-19 o il mercato che si fa sempre più competitivo a mettere di cattivo umore Luigi Gubitosi. L’amministratore delegato Tim – nell’intervista di stamane di Osvaldo De Paolini su Il Messaggero – appare ottimista. Intanto un primo passaggio su ciò che è stato fatto dal suo Gruppo. “Completamento della fibratura dei cabinet nelle aree bianche, che oggi sono coperte per il 70%: stiamo parlando di non meno di 2.700 comuni”. Quindi quello che si farà. Entro il 2021 addio al digital devide: “Dobbiamo impedire – ha spiegato Gubitosi – che si crei un pericoloso social divide per quanti non hanno ancora accesso alla Rete”. Ma l’obiettivo è anche migliorare le connessioni con la Fiber to the home alla quale “imprimeremo a inizio 2021 un’accelerazione”. “La nostra stima è di una copertura pari a circa il 20% delle linee attive per fine 2020”. Quindi un passaggio sulla nuova creatura FiberCop: “Sarà operativa entro il primo trimestre del prossimo anno e accelererà, ad un ritmo mai visto in precedenza in Italia, lo sviluppo della Ftth. Quanto alla sua gestione, posso dire che il presidente sarà Massimo Sarmi, un nome che non ha bisogno di presentazioni nel nostro settore”.

Una creatura che renderà il processo di digitalizzazione del Paese più veloce. “E facile capire che un unico soggetto – ha aggiunto Gubitosi – renderebbe più semplice, veloce e senza duplicazioni, quindi con costi e tempi minori, la realizzazione della Rete in fibra”. Poi uno sguardo al futuro di Tim: “Si sta trasformando da pura società di telecomunicazioni in una società di prodotti e servizi tecnologici nell’accezione più ampia del termine. Ciò implica che il nostro fatturato, oltre al business tradizionale, sarà generato sempre di più da settori ad alta crescita e marginalità come cloud, Internet of things, cybersecurity”. Infine qualche suggerimento dell’ad Tim su come impiegare i soldi del Recovery Fund? “Le aree più rilevanti a mio avviso sono cinque: sviluppo della banda larga e chiusura del digital divide; accelerazione del 5G; sviluppo dei servizi cloud e dati; sviluppo dei servizi IoT e delle tecnologie connesse (blockchain, cybersecurity, AI e data analytics)”.

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