Madiaset rinnova il cda e alza le barricate a Vivendi

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Al mattino un cda per tenere Simon Fiduciaria S.p.A., che per conto di Vivendi detiene una partecipazione del 19,19% del capitale sociale, lontano dalle leve di comando di Mediaset (niente diritto di voto e no alla partecipazione ai lavori del board). Questo perché i francesi – spiegano i legali – non hanno rispettato l’accordo di vendita della società l’8 aprile 2016 e quindi quelle azioni sono state acquistate “in violazione degli impegni”. Nel pomeriggio l’assemblea degli azionisti che ha approvato il bilancio 2017 (utile di 90,5 milioni) e nominato il nuovo cda confermando Fedele Confalonieri presidente. A Cologno Monzese è stata una giornata intensa. E la parola d’ordine è stata ostracismo assoluto nei confronti dei francesi che in totale hanno in pancia il 29% delle azioni.

D’altronde le ferite lasciate da Vincent Bollorè sui conti Mediaset sono profonde. Tutto parte da un contratto di acquisto da parte di Vivendi di Premium, la pay tv del Gruppo Mediaset. Un contratto (fortemente voluto dall’ad Pier Silvio Berlusconi, sotto la regia di Tarak Ben Ammar) sottoscritto l’8 aprile 2016 che prevedeva che il 3,5 del capitale di Vivendi fosse scambiato con il 3,5% della azioni Mediaset più il 100% del capitale di Premium. Un accordo da finalizzare entro il 30 settembre 2016 e poi disatteso dal gruppo francese. Una brutta storia, che è costata a Premium una drastica “dieta” in termini di costi e di diritti tv. E ora si parla addirittura di una pay leggera solo su internet sul modello Infinity e senza calcio.

Del nuovo cda Mediaset – che rimarrà in carica fino all’approvazione del bilancio dell’esercizio 2020 – faranno parte 15 consiglieri frutto di due liste. Dalla lista di maggioranza, presentata del socio Fininvest, sono stati indicati 12 amministratori: Fedele Confalonieri (presidente), Pier Silvio Berlusconi, Marco Giordani, Gina Nieri, Niccolo’ Querci, Stefano Sala, Marina Berlusconi, Danilo Pellegrino, Carlo Secchi, Marina Brogi, Francesca Mariotti, Andrea Canep. I restanti tre, invece, sono stati indicati dalla lista di minoranza presentata da un gruppo di società di gestione del risparmio e di investitori istituzionali: Giulio Gallazzi, Costanza Esclapon, Raffaele Cappiello. Oggi il primo cda con all’ordine del giorno, tra gli altri punti, deleghe e poteri per la gestione della società.

Della strategia del Gruppo e dei vari dossier sul tavolo di Cologno hanno parlato sia Confalonieri sia PS Berlusconi. Il Gruppo, nonostante il fallimento della partnership con i francesi di Vivendi, non rinuncia a una grande alleanza panaeuropea per contrastare lo strapotere, su tutti, di Sky e Netflix. Nulla di immediato – ha fatto capire Pier Silvio Berlusconi – che però ha chiarito: “In questo progetto saremmo motore, locomotiva trainante”. E di broadcaster europeo ha parlato anche Confalonieri, lasciando intendere che la cosa è in cima ai pensieri del Gruppo. “La creazione di broadcaster paneuropeo è un dossier presente in tutti i piani strategici dei principali gruppi del continente. Anche noi siamo pronti ad entrare in questo scenario”.

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