Manifesto, i lavoratori si ricomprano il giornale. Rangeri: “Siamo tornati padroni”

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Il-manifesto-prima-pagina-doppiaUna doppia prima pagina sullo stile “anticonformista” tipico delle prime del Manifesto: una con sfondo tutto rosso ed un grande titolo in bianco “E’ la fine” e l’altra, subito dopo, con i colori invertiti e il titolo a tutta pagina “E’ l’inizio”. Così “Il Manifesto” ha salutato la fine della liquidazione coatta amministrativa decisa all’unanimità dai soci nel febbraio 2011, e il riacquisto della testata da parte della cooperativa che la possedeva, che nel frattempo è stata rinnovata, e che è tornata, così, “padrona” del suo giornale. Con la testata tornano al collettivo anche l’archivio e il dominio internet. La storia degli ultimi tre anni al Manifesto – quella di una crisi finanziaria divenuta sempre più profonda e che ha messo a rischio l’esistenza del giornale – è stata raccontata pubblicamente, passo dopo passo, sulle sue pagine ed ora finalmente sembra essere arrivata al lieto fine. “La notizia è semplice, straordinaria, emozionante – scrive la direttrice Norma Rangeri nell’editoriale -: siamo tornati padroni del Manifesto”. Nel pezzo intitolato “Il nostro giornale”, la Rangeri annuncia, così, “l’inizio di un quotidiano nuovo: il Manifesto. È la fine di un incubo. Di una spada di Damocle. Della paura di essere comprati. O venduti. È la fine della liquidazione coatta amministrativa”. Un’operazione costata alla nuova cooperativa 900.000 euro più Iva e che è stata possibile grazie ad una straordinaria campagna di autofinanziamento avviata nei mesi scorsi, a cui i lettori del manifesto hanno contribuito con donazioni per un importo pari a oltre 470mila euro, mentre i lavoratori del giornale si sono auto-tassati per un importo pari a 120mila euro più la rinuncia alla quattordicesima.