Mario Orfeo lascia le antenne Rai e torna in pista per il Tg3

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NELLA FOTO AGI PER UFFICIO STAMPA RAI MARIO ORFEO

Nonostante il coronavirus, è di nuovo tempo di nomine in casa Rai. Il valzer dei vicedirettori di Rete e delle Testate giornalistiche si ballerà a fine giugno, raccontano i boatos. Ma prima ancora al settimo piano sarà tempo di tango delle consociate. Sono in scadenza, infatti, i vertici di Rai Way, la società che gestisce le antenne del servizio pubblico, e Rai Cinema. E vanno integrati – dopo le dimissioni di Marcello Foa, Igor De Biasio, Beatrice Coletti e Giampaolo Rossi – i consigli d’amministrazione di Rai Com e Rai Pubblicità.

ORFEO SCALPITA – La partita più ghiotta, e che si giocherà per prima essendo una società quotata in Borsa, è quella di Rai Way. Escono di scena il presidente Mario Orfeo (nominato ad aprile 2019 in sostituzione del dimissionario Raffaele Agrusti); l’ad Aldo Mancino e il consigliere Gian Paolo Tagliavia. Fabrizio Salini, dunque, dovrà presentare al consiglio tre curricula, mentre i restanti cinque consiglieri di Rai Way saranno indipendenti ed eletti con voto di lista. L’ex direttore generale della Rai Orfeo non avrebbe nessuna intenzione – si sussurra in Azienda – di continuare questo “parcheggio” lontano dal suo mondo, quello delle redazioni. Anche perché, come raccontano le cronache mazziniane, dopo il Tg2 e il Tg1 sarebbe candidato da ambienti Pd alla direzione del Tg3. Per il consigliere in Azienda c’è l’imbarazzo della scelta, mentre l’ad potrebbe essere di nuovo Aldo Mancino. Ma dovrà guardarsi dalla concorrenza di altri dirigenti. Sì, perché quella è una poltrona Rai che non prevede tetto di 240 mila euro l’anno. E infatti Mancino – stando al bilancio 2018 – ne ha intascati 490 mila: 350 mila di parte fissa e 140 mila di parte variabile. Lordi, ma pur sempre il doppio di quello che guadagna Salini. Ovvero colui che lo nomina e che guida la società capogruppo.

IL CINEMA RESTA A DEL BROCCO – A Rai Cinema vanno trovati cinque nuovi dirigenti. Scade infatti il mandato di Nicola Claudio (presidente), di Paolo Del Brocco (amministratore delegato); e dei consiglieri Maria Pia Ammirati, Angelo Teodoli e Ilaria Dallatana (si è già dimessa nel 2018). Del Brocco guida la consociata dal lontano 2010, e questo – guardando anche alla job rotation dei dirigenti – dovrebbe suggerire un po’ d’aria fresca. Ma con la crisi che sta attraversando il settore, e la difficile cura per risollevarne le sorti in tempi di pandemia, in Viale Mazzini sono in molti a scommettere che non si faranno salti nel buio. Conferma insomma… Si sfoglierà la margherita dei dirigenti, infine, per trovare un nuovo presidente, un consigliere a Rai Com e due consiglieri a Rai Pubblicità. Poltrone da affidare ad interni e senza compenso aggiuntivo. Qui è assai probabile che non ci sarà la fila…

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