Mario Orfeo (Tg3): “Trasmissione immagini Mottarone deontologicamente corretta e ispirata ai valori Rai”

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Il direttore del Tg3, Mario Orfeo. Foto da streaming

In data 16 giugno sono state trasmesse dal Tg3 in esclusiva le immagini dell’incidente mortale che il 23 maggio è costato la vita a 14 persone che si trovavano nella cabina della funivia del Mottarone. Si trattava delle immagini di due telecamere di sorveglianza, riprese dai Carabinieri attraverso i monitor nel giorno stesso dell’incidente. Sull’opportunità di trasmettere quelle immagini si è scatenato un dibattitto molto acceso, anche perché nemmeno i familiari delle vittime avevano mai visto il filmato. E la questione è diventata oggetto di diverse interrogazioni in commissione di Vigilanza all’ormai ex amministratore delegato della Rai, Fabrizio Salini. E a rispondere è stato proprio il direttore del Tg3, Mario Orfeo. “Si è trattato di una scelta giornalistica consapevole e ponderata”, scrive Orfeo in premessa. “Indipendente dalla valutazione che pure avremmo potuto fare dei numerosi precedenti (dal crollo del ponte di Genova – esclusiva del Tg1 del luglio 2019 – alla strage ferroviaria di Viareggio, solo per citare alcuni tra gli episodi in cui immagini altrettanto dure non avevano provocato una simile contestazione)…”. …” Abbiamo invece usato tutte le accortezze del caso, per la forza e insieme il turbamento che quelle immagini suscitavano in noi e che sapevamo avrebbero suscitato nei telespettatori: abbiamo oscurato i volti dei passeggeri a bordo della funivia, volti peraltro tristemente noti perché le foto delle vittime sono state pubblicate subito dopo la tragedia, e abbiamo in ogni edizione del Tg avvertito chi ci guardava da casa – prima della messa in onda – che quel video avrebbe potuto urtare la loro sensibilità”. In un passaggio successivo della lunga risposta Orfeo aggiunge: “Le immagini estrapolate dall’impianto di video sorveglianza della funivia Stresa-Mottarone sono state depositate all’atto della richiesta di convalida del fermo e di applicazione di misura cautelare nei confronti degli indagati, e per questo non più coperte dal segreto”. E poi la chiosa: “La trasmissione di quelle immagini è stata deontologicamente corretta e ispirata ai valori fondanti del servizio pubblico di cui la redazione si onora di far parte da molti anni con responsabilità e passione”.

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