Mentana: “Fondo un quotidiano digitale realizzato da giovani”

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Allora è ufficiale. Il direttore del notiziario de La7, Enrico Mentana, non pago delle maratone, della conduzione del tg, dei sui pregevoli scritti ovunque, delle sue interviste e dei suoi interventi sulla cronaca di giornata alla radio, ha deciso di fare anche l’editore. Fonderà “un quotidiano digitale – ha spiegato in un post su Facebook – realizzato solo da giovani regolarmente contrattualizzati, magari con la tutela redazionale di qualche ‘vecchio’ a titolo amatoriale (ribaltando la logica dello stage!) che possa riaprire il mercato della scrittura e della lettura giornalistica per le nuove generazioni”. Un’avventura coraggiosa, vista la crisi del mondo dell’informazione on line, soprattutto se si annunciano contratti giornalistici, e non quelle partite Iva e co.co.co che tanto vanno di moda ultimamente. E chi paga?

“Di mio ci metterò una parte del finanziamento – precisa Mentana – e il contributo quotidiano di scritti che fino a oggi ho postato su Facebook. Se con contributi economici e pubblicità si reggerà, bene. Se – come inevitabile almeno all’inizio – sarà in passivo, ci penserò io. Se – come spero – diventerà profittevole, tutto l’attivo sarà usato per nuove assunzioni e collaborazioni”. Un’iniziativa bellissima: “Un quotidiano fatto dai giovani per i giovani” che “si concretizzerà direttamente in alcune (spero molte) decine di posti di lavoro”. E naturalmente migliaia di curricula sono giunti all’editore Chicco costretto ad aggiungere in un successivo post: “Non mandatemi curriculum. Per i mesi di luglio e agosto devo mettere a punto il progetto, garantirne la sostenibilità, delineare quel che potrò fare in prima persona, compatibilmente col mio ruolo di direttore non pigro di un tg, e con i vincoli che – sia pure con la consueta amicizia – mi darà il mio editore. Poi a settembre vi racconterò qui la road map e le modalità con cui si cercherà di fare il reclutamento dei redattori e collaboratori nel modo migliore e più trasparente”.

E stamane sul quotidiano Libero, Mentana chiarisce meglio il concetto: “Dico una cosa che mi farà odiare: giornali e tv, in Italia, sono nella maggior parte fatti da sessantenni che si rivolgono a lettori delle loro età. Perciò c’è la crisi dell’informazione tra i giovani. È come mettere sempre i dischi in vinile della Pavone. Vai a questi incontri, come il Festival del Giornalismo di Perugia, e vedi questi ragazzi che ti guardano come col naso schiacciato sulla vetrina di una pasticceria; poi ci sono le scuole di giornalismo fabbriche di disoccupati”. Non mi dire che sei preoccupato per i tuoi figli, gli chiede Francesco Specchia. “I miei hanno 31, 25,12 e 11 anni: non ti credere. Che mi metto a fare, li raccomando? Come ho scritto su Facebook, e come ti avevo anticipato, fonderò un giornale online fatto da soli giovani. Un sito che dia lavoro a 100 – anzi, no facciamo 30 – ragazzi; e che sia magari sovvenzionato dal 20% delle pensioni di noi vecchi, che tanto pur di non tornare a casa lavoreremmo anche gratis. Ma non lo dico troppo per non essere inondato dai curricula”.