Mentana rifiuta lo “scettro” Rai, e Di Maio pensa a Spadafora

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È nato il governo Conte, e stamane molti quotidiani si interrogano su come l’esecutivo giallo-verde procederà con l’assegnazione delle poltrone di viceministri e sottosegretari. Inoltre presto si giocherà anche la partita della presidenza delle commissioni parlamentari. Tutti posti di comando strategici e che inoltre prevedono un’indennità aggiuntiva rispetto a quelle degli altri parlamentari. Il mondo dei media – per quanto riguarda l’esecutivo – guarda con attenzione al ministero dello Sviluppo economico, guidato da Luigi Di Maio. Da una parte è il dicastero concessionario del servizio pubblico Rai (mentre l’azionista è il ministero dell’Economia affidato a Giovanni Tria), e che quindi controllerà il rispetto del contratto di servizio. Dall’altra nominerà a breve un viceministro con delegala alle comunicazioni. Marco Conti su “Il Messaggero” non ha dubbi: “La competenza sulle frequenze tv è del ministero allo Sviluppo e Di Maio non vorrebbe cederla anche se è stata sempre assegnata ad un viceministro. La Lega la reclama per questioni di buon vicinato. La delega si occupa di temi che riguardano le tv di Silvio Berlusconi e ha una certa importanza malgrado l’avvento del digitale. L’idea è di assegnarla ad Armando Siri, ma il M5S non intende dare l’idea di una sorta di appeasement con Mediaset”. “Le due commissioni bicamerali di garanzia, Vigilanza Rai e Copasir – conclude Conti – dovrebbe andare all’opposizione. Per la prima dovrebbe farcela Paolo Romani (FI), la seconda potrebbe toccare a Lorenzo Guerini (Pd)”. Della commissione di Vigilanza, tra l’altro, si occupa anche “Il Giornale”. “La battaglia per ora è tra i due principali partiti di opposizione, Forza Italia e Pd – scrive Lodovica Bulian -. Scemata l’ipotesi iniziale di una guida dem con il non renziano Luigi Zanda, si era poi diffuso il nome di Paolo Romani. In pole però ci sarebbe ora un altro forzista, Maurizio Gasparri”.

Guardando infine alla complessa “partita” Rai, il cui vertice è in scadenza, sempre “il Giornale”, con Stefano Zurlo, lancia la candidatura alla presidenza di Ferruccio de Bortoli e Carlo Freeccero, mentre “Mentana si scansa: ‘Non sono interessato’”. “Milena Gabanelli invece sarebbe il fiore all’occhiello della nuova Rai giallo-verde e il segno di discontinuità con la tv pubblica disegnata nell’era Renzi. Gabanelli potrebbe avere la striscia nobile, quella che fu di Enzo Biagi, subito dopo il Tg1 della sera”. E la direzione generale? “Molti analisti – chiosa ‘il Giornale’ – spendono il nome di Vincenzo Spadafora, braccio destro di Di Maio, uscito a bocca asciutta dalla foto di gruppo dell’esecutivo appena insediato. Ora il vicepremier potrebbe risarcirlo piazzandolo al posto di Mario Orfeo. Intanto, Enrico Mentana, pure accreditato, anche dal Giornale, per questo incarico, si sfila dalla corsa: ‘Con tutto il rispetto, non ho nessun interesse a ruoli in Rai finché a decidere sarà la politica. Valeva per i governi passati, vale per il tempo del governo attuale’”.