Mentre la Rai cerca un ad, Marinella Soldi lascia Discovery

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Si muovono le pedine importanti dello scacchiere della tv italiana. Cambio della guardia in casa Discovery, dove Marinella Soldi – responsabile delle strategie per l’area Emea e managing director per il Sud Europa del Gruppo – si dimette dopo 10 anni da ottobre 2018 “per seguire nuove sfide”. Saluta la terza media company italiana, con un bouquet di 14 canali – tra cui Nove – con una media share complessiva intorno la 7%. “Nonostante sia difficile lasciare Discovery – spiega la manager – è il momento opportuno per misurarmi con nuove sfide e portare la mia esperienza in altri ambiti. II cambiamento porterà nuova energia e opportunità sia per me sia per il talentuoso team di Discovery Italia guidato da Alessandro Araimo (amministratore delegato), Laura Carafoli (content) e Giuliano Cipriani (ad Sales), che daranno vita a un nuovo ciclo di innovazione in Italia”. Una Marinella Soldi che farebbe comodo alla Rai, che proprio in queste settimane dovrà dotarsi di un nuovo amministratore delegato. Una figura importante, che con la riforma Renzi ha un potere enorme: firma fino a 10 milioni di euro; fa tutte le nomine dell’azienda; sulle nomine editoriali deve informare il consiglio e chiedere un parere (non vincolante); sui direttori di testata il consiglio si esprime e se i due terzi sono contro la nomina non passa.

Impazza, intanto, in Viale Mazzini il totonomine. In attesa di capire, se come per il governo, la montagna Lega-M5S partorirà il “topolino” Conte anche per la Rai, circolano nomi davvero interessanti: Fabio Vaccarono, country director di Google, l’ex direttore de La7 Fabrizio Salini, l’ad di Viacom Italia Andrea Castellari. Oppure ci sono i collaudati Carlo Freccero, Giovanni Minoli o Fabrizio Del Noce. Un amministratore delegato che qualcuno nel Palazzo – nella logica spartitoria – vorrebbe affiancato da due dg pronti a dare un tocco di colore giallo-verde alle scelte industriali e editoriali. Insomma, schema Conte…

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