Moles: “Pnrr decisivo per modernizzazione e digitalizzazione editoria”

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Giuseppe Moles durante l'audizione in Commissione cultura - Foto da streaming

Per il neo sottosegretario all’editoria, Giuseppe Moles, il Piano nazionale di ripresa e resilienza deve rappresentare una grande opportunità per rilanciare l’informazione. Un settore che il sottosegretario considera un pilastro fondamentale di una vera democrazia liberale. Moles, ascoltato per la prima volta da quando ha preso la delega per l’editoria in commissione cultura alla Camera, ha ribadito i concetti già espressi in questi primi giorni da sottosegretario e confermati sabato scorso in una intervista al quotidiano Libero. Il suo obiettivo, lo ripete nel corso dell’audizione, è che “nessuno resti indietro”. Per raggiungere questo risultato “l’investimento nei media e nell’informazione deve costituire uno dei piani caratterizzanti del Pnrr”.

Accompagnare processo di digitalizzazione – Gli investimenti a favore dell’editoria contenuti nel Piano avranno come priorità “l’accompagnamento del settore verso la transizione tecnologica con particolare attenzione alla digitalizzazione della filiera distributiva e quella di vendita. Dovranno servire, inoltre, alla riqualificazione del capitale umano verso nuovi modelli di business”. Il processo di digitalizzazione di tutto il settore è fondamentale ma questo, ribadisce il sottosegretario, non esclude “la carta”, di cui Moles conferma di essere un amante. “La prima cosa non esclude l’altra”.

Sgravi fiscali e incentivi –
Ma il piano conterrà anche forme di incentivi e sgravi fiscali alle aziende editoriali. In questo senso Moles punta a rendere strutturale il credito di imposta sugli investimenti pubblicitari in scadenza nel 2022, ma anche estendere altri incentivi diretti ed indiretti, già previsti per il settore manifatturiero, anche all’editoria come per esempio “il credito d’imposta per beni strumentali indispensabili alla riconfigurazione e alla formazione di figure professionali come data specialist, social media manager e al sostegno a quelle imprese che vorranno investire in nuovi dispositivi per tutelare i loro contenuti contro pirateria digitale”. Parallelamente, il piano del sottosegretario è quello di sostenere il settore grazie a sgravi fiscali e tassazione agevolata “che andrà applicata a software brevetti industriali, commerciali e scientifici che siano giuridicamente tutelabili”.

In merito alle altre questioni che affliggono l’editoria Moles conferma di essere molto attento alle sollecitazioni che arriveranno dal Parlamento ed in questo senso ribadisce di aver molto apprezzato l’appello bipartisan arrivato nei giorni scorsi. “Significa che tutte le forze politiche sono consapevoli di quanto sia importante questo settore – ha ribadito il sottosegretario -. Conferma che un esecutivo di unità nazionale non può prescindere dallo stanziare risorse a sostegno dell’intero comparto dell’editoria e della comunicazione”.

Google e Facebook – Sul dominio degli Over the top e sulle misure che stanno prendendo gli altri paesi per difendersi dalla posizione dominante di Google e Facebook, Moles ha ribadito che il tema non è “solo italiano, ma è globale”. Ha riconosciuto “che così il sistema è squilibrato” e che “il mutamento del sistema editoriale, della comunicazione e dell’informazione, è un processo irreversibile” che va regolato sebbene non in modo stalinista. “Servono, invece, regole capaci di porre rimedio a storture e posizioni dominanti che alterano il sistema ed il mercato, tanto da determinare differenze eccessive anche tra diversi Paesi”.

L’equo compenso – Rispondendo alle domande dei parlamentari Moles ha dichiarato anche di voler riaprire il tavolo sull’equo compenso e di volerlo fare con la partecipazione dell’intero dipartimento dell’editoria, per dare la giusta importanza al tema della dignità del lavoro giornalistico, che gli sta particolarmente a cuore. Ha ribadito la sua volontà di visitare radio e tv locali per ascoltare da vicino le necessità di queste realtà e se possibile ha auspicato di avviare una riforma organica del settore che vada al di là degli interventi emergenziali.

La crisi dell’Inpgi – Sulla soluzione della crisi dell’Inpgi, l’istituto previdenziale dei giornalisti, Moles si è riservato di approfondire quello che è un dossier molto delicato ma ha assicurato un dialogo proficuo con il ministro di vigilanza competente, che è il dicastero del Lavoro guidato da Andrea Orlando.

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