Mollica saluta il Tg1 e impartisce l’ultima lezione

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Il direttore del Tg1, Giuseppe Carboni, gli ha organizzato una festa d’addio che lui non voleva. Ma alla fine Vincenzo Mollica, storico inviato della redazione cultura e spettacoli, è stato contento di essere festeggiato dai colleghi a Saxa Rubra per un’ultima volta. Quarant’anni in Rai, come hai fatto?, gli ha chiesto Carboni. “Sono sempre stato orgoglioso di lavorare per il Tg1” – ha risposto Mollica visibilmente emozionato – “un telegiornale che per me piano piano è diventato un sentimento. È stato semplice…”. Quindi un consiglio a chi rimane e a chi verrà sul pericoloso contagio della politica con l’informazione. “Ho sempre considerato importanti le persone e non le casacche che vestivano. Non mi è mai interessata la politica. Di che partito sono? Corto Maltese, Federico Fellini, Snoopy, Marcello Mastroianni, Alberto Sordi, Totò, Mina e Celentano”. Il partito del grande spettacolo, insomma. “A governarmi è stata sempre la passione. Una parola importante. Non perdetela di vista mai quando fate questo mestiere. È fondamentale. Vivo il mio ultimo giorno al Tg1 con la stessa passione del primo”.

I FIGLI DE NA MIGNOTTA – Infine i ringraziamenti di Mollica a tutti i colleghi (non solo i giornalisti, ma tutte le figure che contribuiscono a confezionare il notiziario). “Grazie a quelli che mi hanno voluto bene e mi hanno regalato tanto affetto. Ma grazie anche ai ‘figli de na mignotta’. Ci sono stati e ce ne saranno sempre. Sono una categoria particolare. E dobbiamo ringraziarli perché ci hanno indicato bene la strada che non dovevamo perseguire. Questa è stata la mia salvezza. La sostanza sono le persone… Sono entrato al Tg1 come un essere umano – ha concluso – e ne esco come un pupazzo, un papero e perfino un emoji…”

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