Mondadori pronta a cedere Grazia, Donna Moderna e altri periodici. I giornalisti: “Sconcerto e preoccupazione”

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Marina Berlusconi, presidente Mondadori - foto da sito www.mondadori.it

“Sconcerto e preoccupazione”. È il sentimento che esprimono i giornalisti di Mondadori media, riuniti in assemblea generale, di fronte alle ultime indiscrezioni giornalistiche sulle possibili nuove cessioni di periodici del Gruppo.

Secondo quanto anticipato da MF-Milano Finanza a Segrate starebbero trattando la cessione di testate storiche come “Donna Moderna” e “Casa Facile” alla società Stile Italia Edizioni, controllata da Maurizio Belpietro, direttore e fondatore del quotidiano La Verità. Un asse, quello tra Mondadori e Belpietro, che si consoliderebbe visto che lo stesso passaggio di proprietà è già avvenuto due anni fa per altre sei testate: Panorama, Confidenze, Cucina Moderna, Sale&Pepe, Starbene e Tu Style.

L’ok al passaggio, secondo Mf, potrebbe arrivare in tempi rapidi, anche se Mondadori non conferma né smentisce. E i due periodici non sarebbero gli unici ad abbandonare. Anche il mensile di arredamento “Interni” potrebbe passare di mano anche se questo non sembra essere oggetto della trattativa con Belpietro.

Il presidente del gruppo Marina Berlusconi e l’ad Antonio Porro starebbero riflettendo anche su l’eventuale cessione di Grazia, uno dei pezzi forti del portafoglio Mondadori che ha 21 edizioni complessive in 23 Paesi, per una audience globale di 15 milioni di lettori e 45 milioni di utenti unici. In questo caso si starebbe pensando ad una eventuale cessione internazionale. In questo caso tutti il maggior indiziato per l’acquisizione sarebbe il gruppo americano Pantheon media group con il quale la Mondadori ha già definito il lancio della prima print edition sul mercato d’Oltreoceano dello stesso brand Grazia.

Sembrano sicuri di restare a Segrate i settimanali Chi e Sorrisi&Canzoni Tv, di cui i vertici del gruppo non vogliono privarsi anche perché profittevoli.

In questo quadro, i giornalisti auspicano che le notizie che circolano siano “solo fantasie”, anche se “già in passato articoli simili hanno prefigurato operazioni poi realizzate”. A rischio, denuncia l’assemblea dei redattori, ci sono “i posti di lavoro”.

“Mentre la leadership del comparto ‘Libri’ – scrive l’assemblea in una nota – viene scandita da nuove acquisizioni (ultima in ordine di tempo De Agostini Scuola), per il settore dei periodici l’input è solo vendere”.

“Una dismissione – concludono – che sta mettendo a rischio tutti i nostri 117 posti di lavoro e che mortifica il patrimonio umano e professionale dei giornalisti, che hanno contribuito in questi anni a fare della Mondadori la prima e più importante casa editrice d’Italia”.

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