Nasce la Netflix della cultura italiana. Accordo Cdp-Chili per portare l’arte tricolore in tutto il mondo

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La “Netflix della cultura italiana”, l’idea lanciata dal Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, durante il lockdown di Marzo e Aprile, diventerà realtà. Come riporta Claudio Pizzotta su Italia oggi, si è costituita la società controllata al 51% da Cassa depositi e prestiti e al 49% da Chili, azienda milanese che opera nella distribuzione via internet di film e serie tv. Per ora c’è il via libera del Consiglio di amministrazione di Cdp, mentre nei prossimi giorni la nuova società nascerà formalmente davanti al notaio. La piattaforma sarà attiva con le prime offerte commerciali che sono previste per l’inizio del 2021.

La nuova piattaforma consentirà, a tutti gli abbonati, di partecipare “virtualmente” e da qualsiasi parte del mondo ai grandi eventi dell’arte e della cultura che si tengono in Italia: prime teatrali, concerti, mostre, fiere. Inoltre la piattaforma metterà a disposizione contenuti sul patrimonio artistico del Paese, per diffondere e promuovere la conoscenza della cultura italiana nel mondo.

L’accordo economico per la formazione della Newco prevede il controllo da parte di Cassa depositi e prestiti che guiderà le operazioni con il 51% e verserà nove milioni di euro cash, mentre Chili, la piattaforma di streaming cinematografico, deterrà il 49% a fronte di un investimento di 9 milioni tra, tecnologia, know how e cash. A questi due attori si aggiunge il MiBACT, che farà da regista del progetto, versando 10 milioni di euro provenienti dal Recovery Fund.

La netflix della cultura, come l’aveva presentata il ministro Franceschini, servirà “in questa fase di emergenza per offrire i contenuti culturali con un’altra modalità”, ma “l’offerta online continuerà anche dopo: per esempio, ci sarà chi vorrà seguire la prima della Scala in teatro e chi preferirà farlo, pagando, restando a casa”. Il progetto, quindi, andrebbe a colmare, in una prima fase, le lacune cui la pandemia ci sta costringendo, ma continuerebbe ad essere sviluppato anche dopo la fine dell’emergenza sanitaria. La piattaforma, infatti, è stata studiata per essere redditizia sia per gli azionisti ma anche per teatri, cinema, musei, artisti, musicisti, ecc. che potrebbero avere una nuova fonte di reddito.

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