Nel 2019 la Rai chiude un altro bilancio in pareggio

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Dopo l’utile del 2016 (18,1 milioni) e del 2017 (14,3 milioni) la Rai, come nel 2018, ha chiuso il bilancio 2019 in pareggio. Il consiglio di amministrazione lo ha esaminato e approvato – all’unanimità – nell’assise di lunedì 25 maggio. La difficile congiuntura della raccolta pubblicitaria (626 milioni contro i 631 del 2018), il mancato introito dell’intero extra gettito del canone Rai (190 milioni) e gli investimenti per il nuovo contratto di servizio e per l’avviamento del nuovo piano industriale (37 milioni sul 2019) pesano sui conti dell’azienda. E quindi, nonostante l’aumento dei ricavi (+78 milioni) non si riesce ad andare oltre il pareggio. Crescono i costi per l’offerta e per il digitale. E aumentano anche quelli del personale, tra l’altro per le politiche di incentivazione oltre che per le assunzioni con contratto di apprendistato in un’ottica di acquisizione di competenze digital-native. Viale Mazzini in una nota rivendica il primato negli ascolti: 35,7% di share sull’intera giornata e il 36,6% sul prime time; +35%, poi, per le visualizzazioni video sul digitale rispetto al 2018. Fiore all’occhiello, infine, la nuova RaiPlay mentre la Radio nel 2019 mantiene una market share prossima all’11%. Ora si guarda con preoccupazione ai conti del 2020 dove solo sul fronte della pubblicità mancheranno circa cento milioni.

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