Nel segno della verità. In libreria l’ultimo libro di Vittorio Roidi sullo stato di salute del giornalismo

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La copertina di "Nel Segno della Verità" di Vittorio Roidi

È già in libreria “Nel segno della verità. Le vie del giornalismo tra odio, fake news e disintermediazione”, l’ultimo libro di Vittorio Roidi, edito da Istimedia il nuovo marchio delle edizioni del Centro di Documentazione Giornalistica.

Il volume, che si avvale di una prefazione di Paolo Mancini ed è dedicato a Silvano Rizza, si interroga su come salvare il giornalismo in un momento delicato come quello attuale. Attraverso un’analisi attenta e approfondita dello stato di salute dell’informazione, Roidi offre le sue risposte a questa domanda, maturate nel corso di una lunga carriera come giornalista professionista e docente in varie scuole di giornalismo.

Il quadro è quello di una crisi che impazza, le aziende editoriali sono in rosso, licenziano i redattori e tagliano i bilanci, mentre le edicole chiudono e la carta stampata sembra destinata a scomparire. Furoreggiano i social network ma i contenuti che si scaricano in rete sono ambigui, talvolta odiosi, sempre più spesso falsi.

È tempo, dunque, di cambiare strada perché quella che si sta percorrendo appare priva di sbocchi. Per fortuna c’è fame di informazione. Il cittadino cosa chiede? Prodotti buoni, se possibile garantiti dal venditore, né più né meno di ciò che il consumatore vuole quando va ad acquistare qualcosa al mercato. Quella che manca non è la domanda ma una risposta che soddisfi. Se il cittadino non la trova cambia negozio, si rivolge altrove. Il prodotto deve cambiare perché anche le notizie sono un bene commerciale. Informare la collettività con scrupolo, mettendosi al servizio del lettore, sempre, di fronte a qualsiasi avvenimento. Gli inglesi hanno votato sul referendum per la Brexit e gli americani hanno eletto Donald Trump presidente sulla base di informazioni false. Tocca ai giornalisti cercare la verità, sconfiggere le fake news, smascherare i bugiardi. Per svolgere un simile compito devono avere credibilità e questa si misura sia con il metro della libertà che mostrano nel loro lavoro sia con quello delle verità che essi riescono a scovare. Le moderne democrazie sono sorte sul pilastro di una stampa libera e pluralista, ora mostrano avere bisogno di un’informazione veritiera.

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