Nella “guerra” alle fake news l’Europa schiera 40mila giornalisti

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Foto di Michael Gaida da Pixabay

I giganti del web, a partire da Google e Facebook, diventano editori e nella Silicon Valley si scrivono le regole da soli; la propaganda e le fake news non arretrano; e a Bruxelles hanno deciso di scendere in campo a tutela dei valori delle democrazie europee, a partire dall’implementazione del fact checking, dalla tutela del pluralismo e di una corretta informazione. Lo spiega stamane, in un’intervista sul Sole24Ore ad Andrea Biondi, il presidente della Rai, Marcello Foa, che annuncia “una rete europea delle news con oltre 40 mila giornalisti”. Un progetto disponibile per gli utenti da luglio 2021; “una piattaforma digitale unica per le news dei servizi pubblici – spiega Foa – che permetterà di tutelare i valori delle democrazie europee. Noi siamo i proprietari, nostre le regole del gioco con tutto ciò che consegue su rispetto del pluralismo, della democrazia. La Rai ha voluto esserci. Ed essere in prima fila in questo progetto”. Un progetto che passa naturalmente dall’European Broadcasting Union. Il 70% dei fondi li metterà la Commissione Ue, il restante 30% l’Ebu. A scendere in campo, per ora, 14 servizi pubblici di 10 Paesi: Italia, Finlandia, Belgio, Portogallo, Spagna, Svizzera, Francia, Svezia, Germania e Irlanda. Ma in cosa consiste questa piattaforma? “Ebu – ha spiegato Foa – ha costruito un cloud nel quale i servizi pubblici caricano regolarmente le notizie ritenute più importanti”. L’unione fa la forza, dunque, e i servizi pubblici europei – che investono 5,5 miliardi di euro per l’informazione con 40 mila giornalisti – proveranno a dimostrarlo.

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