Netflix italiana, Barachini a Franceschini: “Serie riserve” su “incomprensibile” esclusione Rai

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Non è piaciuta affatto al presidente della commissione di Vigilanza sulla Rai, Alberto Barachini, l’assenza del servizio pubblico nel progetto della Netflix italiana del quale fanno parte il Mibact, Cdp e – come partner industriale – la piattaforma Chili. E Barachini le sue “serie riserve” su questa assenza – una scelta definita “incomprensibile” – le ha messe nero su bianco in una missiva al ministro dei Beni culturali Dario Franceschini.

“Egregio Ministro – si legge – con riferimento all’imminente avvio di una piattaforma digitale per la fruizione del patrimonio culturale e degli spettacoli, realizzata, al fine di sostenere la ripresa delle attività culturali, dal suo Dicastero, anche mediante la partecipazione della Cassa Depositi e Prestiti ed il coinvolgimento di altri soggetti pubblici e privati, si è appreso, anche attraverso alcune interlocuzioni con la stessa Azienda, che da tale progetto, in avanzato stato di realizzazione, sarebbe esclusa, almeno inizialmente, la Rai. La mancata presenza del Servizio pubblico radio televisivo e multimediale, se confermata, suscita serie riserve; se, da una parte, è certamente condivisibile e degna di sostegno la finalità che, tramite tale piattaforma digitale, si incentivi la ripresa delle attività culturali – settore tra i più penalizzati dalla situazione di emergenza sanitaria che il nostro Paese sta vivendo – dall’altra, risulta quanto meno incomprensibile che tale progetto non contempli la presenza della Rai, che resta uno dei principali veicoli di trasmissione culturale dell’Italia”.

“Un più efficace impiego delle piattaforme digitali – aggiunge Barachini – in una logica di integrazione e di impulso delle numerose voci che animano il mondo della cultura, è stato spesso oggetto di attenzione e di approfondimento in diverse interlocuzioni con i vertici del Servizio pubblico che hanno mostrato interesse verso questa esigenza, ormai ineludibile, sottolineando, in varie occasioni, il ruolo strategico, ad esempio, della piattaforma RaiPlay, del portale Rai Cultura o di canali come Rai Storia e Rai 5. Lo stesso Contratto nazionale di servizio 2018-2022 evidenzia la centralità della Società concessionaria nella declinazione di offerte e proposte dirette alla valorizzazione del sistema culturale e creativo, tramite una programmazione articolata e sempre più orientata in una logica multimediale e multipiattaforma. Nel richiederLe ogni chiarimento utile sulla vicenda – conclude la missiva – confido pertanto che le considerazioni esposte, nello spirito di una costruttiva collaborazione istituzionale, possano essere attentamente valutate, con l’obiettivo di rendere ancor più efficace la diffusione e la promozione di eventi, manifestazioni e spettacoli che alimentano un patrimonio culturale invidiabile”.

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