Netflix pesca in Rai e invece di Salini prende l’Andreatta

0
224
Al centro il direttore di Rai Fiction Eleonora Andreatta

Altro che Fabrizio Salini. Netflix pesca in Rai e tira su un pesce bello grosso: la direttrice di Rai Fiction Eleonora Andreatta designata – a partire dal mese di luglio 2020 – vice presidente delle Serie originali italiane a diretto riporto di Kelly Luegenbiehl, responsabile Serie originali Emea. L’Andreatta lavorerà nella nuova sede romana di Netflix mentre il suo delicato incarico in Rai – una stanza in cui si gestisce un budget da circa 200 milioni l’anno – sarà assunto ad interim dall’ad. L’Andreatta dunque, che per il servizio pubblico lavora dal lontano 1995 e che dal 2012 dirigeva Rai Fiction, intraprende una nuova avventura. Probabilmente ha capito che il vento delle nuove produzioni spira nel mondo degli OTT; sicuramente avrà più budget per le sue produzione e per se stessa (in Viale mazzini c’è il tetto dei 240 mila euro lordi); certamente avrà meno occhi puntati addosso e meno pressioni da politica e agenti di spettacolo; e sicuramente si toglie definitivamente di dosso anche la spada di Damocle dell’Anac che con un’apposita direttiva, recepita dal cda Rai, prevede la rotazione dei dirigenti che non possono rimanere nella stessa posizione apicale per più di otto anni. E dopo l’estate avrebbe compiuto proprio otto anni alla guida della Fiction. Incarico che Salini le aveva appena confermato. E lei invece con questo trasloco si porta via un altro pezzo del nuovo piano industriale…

“Lascio questa azienda che è stata la mia casa da sempre -dichiara Eleonora Andreatta-. La casa del servizio pubblico che mi ha accolto e dato la straordinaria opportunità di crescere, di formare le mie competenze e metterle a disposizione di un progetto e di un sistema di valori che ne costituiscono l’essenza e ne alimentano una missione nella quale mi sono profondamente riconosciuta. Non è stato facile prendere questa decisione e so quello che lascio e quanto debbano alla Rai la ricchezza e l’esperienza che porto con me”.

Approfondimenti