Nyt tra licenziamenti e aumenti ai dirigenti

Nsede_nyt.jpgew York Times: tagli in redazione e stipendi da favola per i dirigenti. È tempo di crisi per l’editoria, ma, a quanto pare, ci sono gruppi editoriali in cui la difficile situazione economica pesa solo su alcuni. L’anno scorso al Boston Globe, proprietà della New York Time Co, con il rischio della chiusura i giornalisti hanno siglato con l’azienda un accordo che includeva un taglio ai salari quasi del 6%, una riduzione della copertura sanitaria e la perdita della garanzia del posto fisso. Lo hanno fatto per salvare il posto di lavoro, ma adesso scoprono che i dirigenti del gruppo percepiscono, anche in tempi di crisi, salari da favola. Proprio l’anno scorso, quando ad alcuni giornalisti si chiedeva di fare economia e altri rimanevano senza lavoro, il presidente Arthur Sulzberger Junior e il direttore generale Janet Robinson si sono visti aumentare lo stipendio. Il primo è arrivato a 5,9 milioni di dollari l’anno e la seconda a 6,2 milioni. I giornalisti ora sono indignati, protestano, chiedono di essere risarciti di quanto dato all’azienda e minacciano di non essere più cooperativi nel futuro. “I giornalisti e lo staff hanno ragione ad essere infuriati – sostiene Aidan White, segretario generale della Federazione internazionale dei giornalisti (Ifj) – vedono i propri capi servirsi un lauto stipendio mentre a loro vengono tagliati i salari e ad alcuni viene anche mostrata la porta. È il riflesso dei diversi standard adottati dai datori di lavoro, alla faccia della crisi dei media”.
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